sabato, 2 Luglio, 2022
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Zelensky: non possiamo entrare nella Nato. Biden il 24 in Europa per il vertice Ue. Una svolta è possibile. Putin senza argomenti

Più intensa l'attività diplomatica mentre le bombe cadono su Kiev. Crudeltà contro civili e medici a Mariupol senza soccorsi umanitari

Se l’Ucraina accetta di non entrare nella Nato perché la Russia continua a bombardarla?
La dichiarazione del coraggioso presidente dell’Ucraina toglie a Putin e alla sua propaganda l’argomento principale con cui il Cremlino ha cercato di giustificare l’aggressione all’Ucraina. E offre un vantaggio negoziale a Kiev di cui Cina, ma anche Turchia e Israele, non possono non tener conto nelle loro attività diplomatiche ufficiali e ufficiose.
La presunta minaccia alla sicurezza della Russia -in realtà mai esistita- ora non ha più alcun fondamento. Un’Ucraina fuori dalla Nato non costituisce alcun pericolo per la Russia.

Cos’altro si inventerà il dittatore russo per giustificare una guerra insensata che tanti suoi cittadini definiscono “fratricida”, che non ha il consenso dei giovani russi, degli studenti universitari e dei loro docenti e di parte dello stesso governo e delle forze armate?

Nella sua avventura bellica solitaria Putin ha messo in difficoltà suoi alleati come la Cina, Paesi a lui vicini come la Turchia e Israele. Sono proprio questi Stati oggi i più attivi nel tessere una delicata trama diplomatica che dovrebbe portare al cessate il fuoco e a trattative serie e non finte per un accordo di pace .

L’Europa e la Nato hanno tenuto i nervi saldi non hanno reagito alle provocazioni russe che mirano ad un’escalation del conflitto. le sanzioni sempre più pesanti si abbattono sull’economia russa e sugli oligarchi. Ridicole le contro-sanzioni decise da Mosca nei confronti di Biden, Hillary Clinton e altri: nessuno di loro ha conti o beni in Russia né va in vacanza da quelle parti.

L’ora della verità per Putin è arrivata. Mentre le sue truppe commettono crimini mostruosi contro la popolazione civile, saccheggiano gli aiuti umanitari e costringono la gente di Mariupol a bere l’acqua dei termosifoni, la diplomazia ha ora il dovere di mettere il presidente russo di fronte alla scelta: vuole prendere atto della dichiarazione di Zelensky, bloccare i bombardamenti e sedersi al tavolo delle trattive oppure vuole la guerra per la guerra e allora sarà difficile anche per la Cina rimanere nella posizione di amicizia senza limiti con un alleato prigioniero di una strategia perdente.

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