Cinque arresti nel Regno Unito. Il blitz è scattato nella notte dopo il sospetto trasporto di esplosivi a bordo di tre furgoni diretti verso la base aerea della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, utilizzata anche dagli Stati Uniti nelle operazioni in Medio Oriente. La polizia locale ha fatto sapere che le indagini sono ora condotte «in coordinamento con l’antiterrorismo», invitando a evitare «congetture». Per precauzione, gli abitanti di 85 abitazioni della zona sono stati evacuati mentre proseguono i controlli. «Circa sei settimane fa c’è stata una minaccia specifica da parte degli iraniani contro questa base», ha dichiarato alla Reuters Tristan Wilkinson, consigliere del distretto di Cotswold. All’epoca, ha spiegato, la sorveglianza era stata intensificata. «Non è un segreto che qui siano presenti bombardieri americani impegnati nelle operazioni in corso in Medio Oriente. Il rischio, quindi, esiste sempre».
Hormuz, Teheran e la mossa diplomatica
Resta centrale il nodo dello Stretto di Hormuz. «Il piano dell’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è chiaro e il Paese resta fermo sulle proprie condizioni», ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il piano prevede la fine delle tensioni nella regione, «anche in Libano», e l’impegno degli Stati Uniti a rispettare il memorandum d’intesa con Islamabad. «Non faremo marcia indietro sulle nostre condizioni, ma non chiudiamo mai la porta alla diplomazia», ha aggiunto Araghchi.
Washington: pressioni economiche danno risultati
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent sostiene intanto che le pressioni economiche esercitate da Washington sull’Iran «stanno dando risultati». In un messaggio pubblicato su X, Bessent ha citato le restrizioni sui voli e sulle transazioni finanziarie con Teheran. «Il Tesoro Usa ha imposto misure finanziarie mirate contro banche e fornitori di servizi per l’aviazione», ha scritto, spiegando che squadre americane sono state inviate in diversi Paesi per sollecitare nuove misure contro l’Iran. Secondo Bessent, Turchia e Oman hanno annunciato la sospensione dei voli di Mahan Air, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno fermato i voli delle compagnie aeree iraniane. Le principali banche commerciali degli Emirati e della Turchia avrebbero inoltre interrotto le transazioni con l’Iran.
Pasdaran: colpiremo le navi Usa
Le Guardie rivoluzionarie islamiche hanno minacciato di attaccare le navi da guerra statunitensi, anche nell’Oceano Indiano, nel caso di una nuova offensiva americana contro l’Iran. Secondo Al-Jazeera, Ali Mohammadi, vice responsabile per gli affari politici della Marina dei Pasdaran, ha dichiarato: «Se Trump considera lo Stretto di Hormuz di sua proprietà, perché le sue navi e imbarcazioni non sono qui?». L’ufficiale, citato dall’agenzia semi-ufficiale Fars, ha aggiunto: «Se dovesse scoppiare un’altra guerra, senza dubbio attaccheremo e colpiremo le loro navi e i loro cacciatorpediniere, anche nell’Oceano Indiano».
Minacce a Trump e Netanyahu
Le forze armate iraniane hanno minacciato il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu anche dopo la fine della guerra e la conclusione dei loro incarichi ufficiali. Il portavoce militare, generale di brigata Abolfazl Shekarchi, ha dichiarato alla televisione di Stato che il giorno del loro castigo arriverà «prima o poi».





