Elon Musk è tornato a parlare del futuro dell’umanità oltre la Terra, e lo ha fatto con la consueta miscela di entusiasmo visionario e ambizioni al limite del credibile. In un’intervista radiofonica con Sean Hannity, il fondatore di SpaceX ha dichiarato di sperare di trasportare “decine di migliaia” di persone sulla Luna nei prossimi dieci anni, pur ammettendo che la cifra è “piuttosto esagerata”, considerando che finora solo dodici esseri umani hanno camminato sul suolo lunare. Secondo Musk, il primo passo sarà far atterrare un astronauta sulla Luna entro due o tre anni, per poi “espandersi rapidamente” fino a rendere il viaggio lunare accessibile a chiunque.
L’obiettivo finale è la creazione di una “vera e propria città autosufficiente”. Una visione che ricorda la fantascienza classica, ma che Musk descrive come un traguardo realistico della prossima generazione. Il pianeta rosso rimane invece la sfida più complessa. Musk sostiene che SpaceX potrebbe inviare i primi esseri umani su Marte entro cinque anni,. Le difficoltà sono enormi: tempi di viaggio, radiazioni, logistica, sopravvivenza. Ma il CEO continua a indicare Marte come il vero destino dell’umanità. Accanto alle ambizioni colonizzatrici, Musk ha annunciato un altro progetto: l’espansione dei data center nello spazio.
SpaceX lancerà i primi “satelliti per l’intelligenza artificiale” il prossimo anno. Una rete orbitale di calcolo che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe sostenere l’esplosione della domanda di potenza computazionale. Le sue ambizioni sono legate anche a un pacchetto retributivo colossale: secondo documenti societari, Musk riceverebbe un miliardo di azioni SpaceX se l’azienda raggiungesse una capitalizzazione di 7.500 miliardi di dollari e costruisse una colonia marziana con almeno un milione di abitanti.





