L’Ucraina ha rivendicato una vasta offensiva con droni contro la navigazione russa nel Mar d’Azov, mentre Mosca ha risposto con nuovi bombardamenti su Kiev, Odessa e altre città ucraine. Secondo le Forze ucraine dei sistemi senza pilota, nelle sei notti precedenti ieri sono state colpite complessivamente 76 navi russe. Soltanto nell’ultima incursione i bersagli sarebbero stati 28: 21 petroliere, quattro rimorchiatori, due mercantili e una draga.
Kiev sostiene di avere preso di mira soprattutto unità della “flotta ombra” impiegate per esportare petrolio aggirando le sanzioni occidentali. Gli attacchi, hanno affermato i militari ucraini, non danneggiano soltanto le singole imbarcazioni, ma “l’intero sistema di elusione delle sanzioni e la logistica delle esportazioni russe di petrolio e prodotti petroliferi”.
Il governatore della regione russa di Rostov ha confermato la morte di un marinaio. Mosca ha dichiarato di avere abbattuto nella notte 178 droni ucraini su otto regioni russe, sulla Crimea occupata e sui mari Nero e d’Azov. Le forze di Kiev hanno inoltre riferito di avere colpito un campo di addestramento russo nella regione occupata di Donetsk, centri di comando dei droni nelle regioni di Belgorod e Zaporizhzhia e concentrazioni di truppe nel Donetsk e nel Kursk.
Missili su Kiev e Odessa
La Russia ha lanciato contro l’Ucraina almeno 121 droni e 12 missili: sei balistici Iskander-M o S-400, quattro missili aerolanciati Kh-59/69 e due antiradar Kh-31. Secondo l’Aeronautica ucraina, 111 droni sono stati intercettati, mentre tutti i sei missili balistici hanno raggiunto le aree bersaglio. A Kiev sono rimaste ferite undici persone, tra cui un bambino. Esplosioni e incendi hanno interessato condomini, uffici, magazzini e un seminario teologico nei quartieri Solomianskyi, Darnytskyi e Dniprovskyi. Alcune detonazioni sono avvenute prima dell’attivazione dell’allarme antiaereo.
Nella regione di Odessa due persone sono morte e un uomo di 24 anni è rimasto ferito da schegge. Mosca ha rivendicato “attacchi riusciti” contro due strutture del complesso militare-industriale di Kiev e contro le infrastrutture portuali di Odessa, Chornomorsk e Izmail. Il ministero della Difesa russo sostiene di avere colpito impianti per la produzione e lo stoccaggio di droni e snodi utilizzati per il trasporto di armi e carburante. A Sumy tre bombe guidate russe hanno ucciso quattro persone, compresa una ragazza di 13 anni che si trovava a una fermata dell’autobus, e ne hanno ferite tredici. Un uomo di 67 anni è morto sotto le macerie della propria abitazione a Sloviansk. Il bilancio del bombardamento di venerdì su Zaporizhzhia è intanto salito a un morto e circa trenta feriti.
Zelensky: “Accelerare sulla difesa”
Volodymyr Zelensky ha chiesto agli alleati di rispettare rapidamente gli impegni assunti al vertice Nato. “Dobbiamo procedere il più rapidamente possibile sugli accordi di licenza per i sistemi Patriot e sul progetto europeo congiunto di difesa antibalistica”, ha dichiarato. Il Presidente ucraino guarda anche a una collaborazione con il Giappone per produrre intercettori Patriot in Ucraina. Zelensky ha definito “molto elevata” la capacità industriale della Mitsubishi Heavy Industries, che costruisce missili Pac-3 su licenza statunitense. Secondo un esperto citato dall’emittente giapponese Nhk, tuttavia, l’avvio della produzione in territorio ucraino potrebbe richiedere circa due anni.
Sanzioni europee
Sul piano diplomatico, gli ambasciatori dell’Unione europea non hanno trovato un accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Restano divisioni sul divieto d’ingresso per gli ex combattenti russi, sulle importazioni di merluzzo, sulle metaniere che trasportano Gnl e sull’inserimento del patriarca Kirill nella lista nera, misura contestata anche dall’Italia.L’obiettivo è raggiungere un’intesa entro il Consiglio Esteri di domani a Bruxelles. Il 15 luglio, in assenza di un nuovo accordo, il tetto al prezzo del petrolio russo dovrebbe salire automaticamente a 60 dollari al barile.





