Si chiude un’epoca del calcio italiano. Franco Baresi, simbolo del Milan e tra i più grandi difensori della storia, è morto all’età di 66 anni. A dare l’annuncio è il club rossonero con un messaggio pubblicato sui propri canali ufficiali: “La storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del Dna e del cammino di tutto il club”. Nel successivo comunicato il Milan affida ai tifosi un saluto che richiama il legame costruito in una vita trascorsa con gli stessi colori. “Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima”, scrive la società, ricordando anche l’ultima apparizione pubblica di Baresi alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi, definita “storica”. Il club conclude il messaggio con una frase destinata a diventare il manifesto dell’eredità lasciata dal suo capitano: “Per sempre. Perché Baresi è per sempre”.
Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l’8 maggio 1960, Baresi lega l’intera carriera al Milan. Cresciuto nel settore giovanile rossonero, esordisce in Serie A il 23 aprile 1978, a soli 17 anni, e non indossa mai un’altra maglia fino al ritiro nel 1997. Con 719 presenze ufficiali diventa una delle bandiere più rappresentative della storia del club, conquistando sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane, contribuendo ai cicli vincenti guidati prima da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello.
Calcio moderno
La sua interpretazione del ruolo di libero segna una svolta nel calcio moderno. Intelligenza tattica, senso della posizione e qualità nell’impostazione ne fanno il punto di riferimento della linea difensiva composta anche da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini. Al termine della carriera il Milan ritira la maglia numero 6, un riconoscimento riservato a pochissimi giocatori nella storia del club. Anche con la Nazionale Baresi lascia un segno profondo. Colleziona 81 presenze e partecipa a tre Campionati del Mondo. Fa parte della rosa che conquista il titolo iridato nel 1982 e nel 1994 guida gli azzurri fino alla finale di Pasadena contro il Brasile. Rientrato in tempi record dopo un intervento al menisco, disputa la finale prima della sconfitta ai calci di rigore. Prende parte inoltre al Mondiale del 1990 e agli Europei del 1988.
Terminata l’attività agonistica, il rapporto con il Milan non si interrompe.
Ricopre diversi incarichi dirigenziali e istituzionali fino a diventare vicepresidente onorario nel 2020, continuando a rappresentare il club in Italia e all’estero come ambasciatore dei colori rossoneri.
Nodulazione polmonare
Nell’agosto 2025 il Milan aveva reso noto che, nel corso di controlli di routine, era stata riscontrata una nodulazione polmonare e che Baresi era stato sottoposto a un intervento chirurgico mini-invasivo per l’asportazione. A un anno da quell’annuncio arriva la notizia della sua scomparsa, ufficializzata dalla società con un messaggio che consegna alla storia il ricordo di uno dei giocatori più rappresentativi del calcio italiano e internazionale.





