L’Ucraina riceverà nei prossimi giorni dagli Stati Uniti un nuovo pacchetto di missili intercettori Pac-3 per i sistemi Patriot, mentre ulteriori forniture arriveranno dai partner europei. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky dopo il vertice Nato di Ankara, definendo il summit “produttivo” per Kiev.
Il Presidente ucraino ha precisato che non esiste ancora un calendario per le consegne europee, ma ha parlato di accordi già raggiunti con diversi alleati. La carenza di intercettori Patriot resta uno dei principali problemi della difesa aerea ucraina. Nei giorni scorsi un consigliere del ministero della Difesa aveva affermato che Kiev aveva esaurito i missili necessari per contrastare gli attacchi balistici russi.
Parallelamente, l’Ucraina sta lavorando al progetto “Freyja”, un sistema antibalistico sviluppato con partner europei e pensato per offrire capacità simili a quelle del Patriot a costi inferiori. L’entrata in servizio richiederà però ancora anni.
L’avanzata russa
Sul fronte, il comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, sostiene che l’avanzata russa abbia rallentato sensibilmente nella prima metà del 2026. Secondo Kiev, Mosca non è riuscita a raggiungere gli obiettivi della sua offensiva nonostante disponga di “quasi il doppio delle truppe e del materiale bellico”. Le operazioni offensive russe, che in passato interessavano 13 direttrici, sarebbero ora concentrate su sei o sette settori del fronte.
Syrskyi ha però avvertito che l’Ucraina è ancora «lontana da una svolta nella guerra» e che il nemico non deve essere sottovalutato.
697 obiettivi colpiti in Russia
Il generale ha rivendicato l’efficacia della strategia di logoramento adottata da Kiev. Dall’inizio dell’anno, i raid a lungo raggio ucraini avrebbero colpito 697 obiettivi in territorio russo, provocando danni economici diretti e indiretti per oltre 6,1 miliardi di dollari. Gli attacchi contro raffinerie e infrastrutture energetiche avrebbero già causato carenze di carburante in diverse regioni russe e in Crimea.
Nella notte nuovi droni ucraini hanno colpito la regione russa di Rostov. Le autorità locali hanno riferito di incendi in due depositi di carburante ad Azov e nell’area portuale di Taganrog, senza segnalare vittime. Il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha invece annunciato l’abbattimento di dieci droni diretti verso la capitale.
Mosca minaccia una risposta “devastante”
Mosca ha reagito alle nuove promesse di assistenza militare occidentale minacciando una risposta “decisa e devastante” contro eventuali aggressioni e contro i loro “istigatori“. Il ministero degli Esteri russo ha ribadito che le forniture di armi all’Ucraina ostacolano gli sforzi di pace e rendono i Paesi Nato parti coinvolte nel conflitto. Secondo Mosca, le spedizioni contenenti armi destinate a Kiev possono diventare obiettivi militari legittimi.
Il Cremlino continua tuttavia a sostenere che Donald Trump mantenga una reale volontà di favorire un processo negoziale, nonostante le divergenze sulla pressione militare contro la Russia.





