Il capo di gabinetto argentino, Manuel Adorni, ha rassegnato le dimissioni sabato dopo settimane di polemiche e indagini sulle sue spese personali, segnando la prima uscita di un alto funzionario dall’amministrazione di Javier Milei. La decisione arriva in un momento delicato per il governo, alle prese con accuse di corruzione e un calo dell’approvazione popolare. Adorni, nominato portavoce di Milei nel dicembre 2023 e poi promosso a capo di gabinetto nel novembre successivo, era considerato uno dei collaboratori più fidati del presidente.
Le indagini riguardano presunto arricchimento illecito, con spese che non sembrerebbero compatibili con il suo reddito dichiarato. Tra i viaggi contestati figurano una vacanza di Natale in prima classe ad Aruba e un volo su jet privato verso l’Uruguay durante il Carnevale. Adorni ha sempre sostenuto che tutte le spese sono state pagate con fondi privati e che la sua ricchezza è stata accumulata prima dell’ingresso nel governo. In aprile, davanti al Congresso, aveva dichiarato: “Non ho commesso alcun crimine e lo dimostrerò in tribunale.” Tuttavia, questo mese ha ammesso in un’intervista a La Nación di aver conservato per anni denaro non dichiarato, “come tutti gli argentini”, correggendo le dichiarazioni patrimoniali del 2023 e 2024 per includere circa mezzo milione di dollari.
Milei aveva difeso pubblicamente Adorni a maggio, affermando che “non lo avrebbe mai lasciato andare” e che “non avrebbe giustiziato un innocente”. Ma la pressione politica è aumentata nelle ultime settimane, mentre il governo affronta accuse di corruzione e una crisi economica che ha eroso il potere d’acquisto. La dimissione di Adorni rischia di alimentare ulteriori tensioni interne e diventa un test cruciale per la credibilità dell’amministrazione Milei, che ora dovrà dimostrare di saper gestire scandali interni senza perdere slancio politico.





