“Selezione spagnola, siete campioni del mondo”. Re Felipe VI ha celebrato sui social il secondo trionfo iridato della Roja, vittoriosa per 1-0 sull’Argentina nella finale disputata al New York New Jersey Stadium. “Avete affrontato ogni sfida con la convinzione di una grande squadra e portato il nome della Spagna ai massimi livelli. Oggi celebriamo un titolo, domani ricorderemo una leggenda”, si legge nel messaggio pubblicato su X dalla Casa Reale, che ha esteso le congratulazioni ai giocatori, allo staff tecnico e “a tutti i tifosi”.
A decidere la finale è stato Ferran Torres al 106’, con una conclusione di prima intenzione dopo la sponda di Nico Williams sul cross di Pedro Porro. La Spagna, campione del mondo per la prima volta nel 2010 e già vincitrice degli Europei del 2008, 2012 e 2024, ha dominato possesso e occasioni contro un’Argentina rimasta in dieci per l’espulsione di Enzo Fernández alla fine dei tempi regolamentari. Rodri è stato premiato come miglior giocatore del torneo.
La finale ha segnato con ogni probabilità anche l’addio di Lionel Messi ai Mondiali. Il capitano argentino, 39 anni, ha lasciato il campo in lacrime, consolato dai compagni e abbracciato al termine della partita dal diciannovenne Lamine Yamal, immagine simbolica del passaggio tra due generazioni.
Le reazioni politiche
Al successo spagnolo sono arrivati anche messaggi da Teheran e dal presidente palestinese Mahmoud Abbas, Abu Mazen. “Non abbiamo problemi con il popolo argentino, ma nel profondo i popoli del mondo desideravano che la Spagna diventasse campione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, in una presa di posizione legata anche alle forti tensioni politiche tra Iran e governo argentino.
In tribuna, davanti ai reali spagnoli, si è registrata la stretta di mano tra il presidente statunitense Donald Trump e il premier Pedro Sánchez, primo incontro tra i due dopo le polemiche delle ultime settimane. Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino sono stati poi accolti da fischi e “buu” quando sono entrati in campo per la premiazione.
Scontri a Buenos Aires, tragedia in Spagna
La delusione per la sconfitta è sfociata nella violenza a Buenos Aires. Migliaia di tifosi si erano radunati dalle 18 intorno all’Obelisco per sostenere la nazionale e attendere il ritorno dei giocatori. Con il calare della notte e l’inizio della pioggia, la concentrazione ha raggiunto il suo culmine tra cori, saluti e lacrime. Durante le operazioni di sgombero, tuttavia, alcuni gruppi hanno lanciato bottiglie, pietre e altri oggetti contro la polizia antisommossa, che ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Gli incidenti hanno trasformato il centro della capitale in un campo di battaglia e portato all’arresto di almeno 12 persone.
In Spagna i festeggiamenti sono stati segnati da una tragedia. A Ciudad Rodrigo, nella parte occidentale del Paese, un ragazzo di 13 anni è morto nel crollo di una fontana sulla quale si erano arrampicate diverse persone. Il Comune ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e augurato una pronta guarigione agli altri feriti, sottolineando che quella che avrebbe dovuto essere una notte di festa per il successo della nazionale si è trasformata in una disgrazia.





