Una norma per difendere bambini e adolescenti dalla propaganda d’odio che circola sulle piattaforme digitali. Mara Carfagna, Segretario di Noi Moderati, indica questa come una delle urgenze della legislatura e rilancia la proposta di un limite più stringente all’accesso dei minori ai social network. “La legge più urgente per difendere il coraggio dalla cattiveria è una norma che tuteli i giovanissimi dalla propaganda d’odio sui social”, ha detto Carfagna in un’intervista a Repubblica. Il riferimento è alla diffusione di contenuti sessisti, omofobi e razzisti online, accessibili anche ai più giovani. “Sessismo, omofobia, razzismo viaggiano indisturbati sulle piattaforme, visibili a tutti, compresi bambini e adolescenti”, ha sottolineato.
Secondo l’esponente centrista il peso di questa battaglia oggi ricade quasi solo su famiglie e scuola. “Le famiglie e gli insegnanti sono lasciati soli in una battaglia impari contro la discriminazione e il bullismo”, ha affermato. Da qui la scelta di intervenire con un disegno di legge specifico, che Carfagna considera una risposta all’“emergenza del momento”.
Controlli efficaci
La proposta punta a introdurre un controllo più efficace sull’età degli utenti. “Sono convinta che serva un limite all’uso delle piattaforme da parte dei minori”, ha spiegato Carfagna, che ritiene possibile un’approvazione nel centrodestra prima della fine della legislatura. L’obiettivo è imporre alle piattaforme “un sistema efficace di verifica dell’età”, in modo da rendere effettivo il divieto di accesso per i minori di 13 anni e prevedere un accesso “sorvegliato” per la fascia tra i 13 e i 15 anni. Nell’intervista Carfagna è intervenuta anche sulle parole di Roberto Vannacci, secondo cui “il femminicidio non esiste”. La replica è stata netta: “La legge che definisce il femminicidio è stata voluta, discussa, approvata dal governo Meloni e ha altissimi indici di consenso tra gli italiani e le italiane”. Per la leader di Noi Moderati, la posizione di Vannacci non può incidere sulla linea della coalizione: “Se a Vannacci non piace dovrà farsene una ragione, non sarà certo la sua posizione a condizionare il Centrodestra”.
Carfagna ha poi definito Futuro nazionale “tutta fuffa per attrarre il voto maschilista”, che a suo giudizio rappresenta “una ristretta minoranza” ma esiste. Il Paese, ha aggiunto, ha ormai superato quella stagione culturale e giuridica. “L’Italia è andata avanti, non siamo più ai tempi del delitto d’onore, e passi indietro sono impossibili”.
La conclusione riguarda ancora il rapporto tra diritti, consenso sociale e posizione del Centrodestra. Per Carfagna, eventuali arretramenti sarebbero respinti prima di tutto dai cittadini. “Sarebbero i cittadini e le cittadine a impedirli, e di sicuro il Centrodestra sarebbe dalla loro parte”, ha detto.





