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Ucraina, Meloni: “C’è spazio per un ruolo dell’Ue nel negoziato di pace”

Ucraina, Meloni: “C’è spazio per un ruolo dell’Ue nel negoziato di pace”

venerdì, 26 Giugno 2026
3 minuti di lettura

Il sostegno all’Ucraina resta il primo banco di prova dell’intesa tra Italia e Francia. Ieri a Cap d’Antibes, nel vertice intergovernativo tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, Roma e Parigi hanno scelto di partire da Kiev per ribadire una linea comune: aiutare l’Ucraina, difendere la sicurezza europea e cercare le condizioni per una pace giusta e duratura.

Meloni ha richiamato la disponibilità ucraina al negoziato e ha accusato Mosca di continuare a respingere il dialogo attraverso precondizioni “oggettivamente irricevibili”. Per il Presidente del Consiglio il futuro assetto post-bellico non riguarda soltanto Kiev, ma gli interessi fondamentali dell’intero continente. Da qui la necessità di un ruolo europeo più forte, costruito anche sul rapporto tra Roma e Parigi.

“Oggi non celebriamo solo un’amicizia storica, affermiamo una comune consapevolezza”, le parole di Meloni al termine dell’incontro. Italia e Francia, ha aggiunto, sono “due nazioni fondamentali” per dare all’Europa la capacità di affrontare le sfide del presente. Un concetto ribadito con una formula dal forte valore politico: “Senza Italia e Francia, l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono”.

Partner naturali

Macron ha raccolto il messaggio e ha definito i due Paesi “partner naturali e indispensabili”. Il Presidente francese ha parlato di una cooperazione solida, fatta di progetti, investimenti e accordi tra governi e imprese. Il vertice, il primo dopo il Trattato del Quirinale, ha voluto proiettare la relazione bilaterale oltre la gestione delle emergenze, verso un’agenda comune su sicurezza, industria e autonomia strategica.

La guerra in Ucraina ha fatto da sfondo anche al capitolo difesa. Meloni ha citato il sistema Samp-T, unico apparato europeo di difesa aerea antimissile a lungo raggio progettato e costruito interamente nel continente. Roma e Parigi puntano poi a rafforzare la collaborazione nello spazio, settore nel quale i due Paesi dispongono di filiere industriali avanzate e di accesso autonomo.

Il dossier mediorientale ha aperto un altro fronte di intesa. Il Primo Ministro ha ricordato Gaza e Cisgiordania, ma ha posto l’accento soprattutto sul Libano, dove a fine anno terminerà la missione Unifil. Per evitare un vuoto di sicurezza, Italia e Francia lavorano a una coalizione internazionale di sostegno, con l’ipotesi di una conferenza dedicata alla fase successiva.

Tra Iran e sicurezza dei confini

Nel confronto è entrato anche il tema dell’Iran. Meloni ha escluso una partecipazione italiana al conflitto e ha precisato che Roma ha concesso basi solo per attività logistiche e tecniche, in coerenza con quanto riferito in Parlamento. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz resta, per il Governo, una priorità strategica.Sul bilancio europeo Italia e Francia hanno confermato una linea condivisa: le nuove priorità dell’Unione non devono penalizzare politica agricola comune e coesione. Per Meloni non si tratta di capitoli del passato, ma di condizioni necessarie per parlare di competitività e autonomia strategica.

Tra i temi trattati anche migrazioni, lotta alla droga e sicurezza dei confini. Il Presidente del Consiglio ha rivendicato il calo del 40% degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea nel 2026 e ha annunciato un nuovo impulso alla coalizione europea antidroga lanciata da Italia e Francia, alla quale hanno aderito oltre trenta Paesi. Nei prossimi mesi l’Italia ospiterà a San Patrignano un evento su prevenzione e recupero.

Ukraine Recovery Conference

La dimensione economica del sostegno all’Ucraina si è spostata poi in Polonia, dove sempre ieri a Danzica si è aperta la quinta ‘Ukraine Recovery Conference’. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’avvio dell’‘European Flagship Fund for the Reconstruction of Ukraine’, sostenuto dall’Unione europea insieme a Italia, Germania, Francia e Polonia.

Il fondo partirà con un primo closing fino a 500 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere circa un miliardo grazie a un meccanismo di condivisione del rischio capace di attrarre capitali privati. Bruxelles ha confermato anche la prima tranche da 3,2 miliardi del nuovo strumento europeo da 90 miliardi destinato a stabilità macroeconomica, sicurezza energetica e capacità difensive ucraine.

“La ripresa e la crescita dell’Ucraina non sono soltanto nell’interesse dell’Ucraina, ma dell’intera Europa”, ha detto von der Leyen.

A rafforzare il quadro sull’Ucraina è arrivata la notizia diffusa ieri mattina Macron sull’abbordaggio, da parte della Marina francese, di una petroliera proveniente dalla Russia, soggetta a sanzioni internazionali e sospettata di navigare sotto falsa bandiera. L’operazione, condotta nel Mediterraneo al largo della Sicilia con il supporto di alleati, si lega al contrasto alla cosiddetta ‘flotta ombra’, ritenuta uno degli strumenti usati per finanziare la guerra russa contro Kiev.

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