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Trump attacca l’Ue sull’Iran: “Non ci ha aiutato”. Ancora raid sul Libano, Israele schiera truppe in Azerabigian

Trump attacca l’Ue sull’Iran: “Non ci ha aiutato”. Ancora raid sul Libano, Israele schiera truppe in Azerabigian

venerdì, 5 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il Presidente americano ha accusato l’Unione europea di non avere sostenuto Washington nello scontro con Teheran. “Non ci ha aiutato”, ha detto, rivendicando invece il ruolo degli Stati Uniti negli attacchi contro il programma nucleare iraniano. Nello stesso intervento ha aperto alla possibilità di un incontro con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei in caso di accordo, ma ha fissato anche una linea rossa: “Se muore un solo soldato americano, sarà guerra”.

Il messaggio della Casa Bianca tiene insieme apertura diplomatica e minaccia militare. Trump ha detto che i colloqui con Teheran procedono “molto bene” e che un’intesa potrebbe arrivare entro il fine settimana. Se l’accordo fosse raggiunto, incontrare Khamenei sarebbe “un onore”. “Se accadesse, sarei rispettoso”, ha affermato, sostenendo che la Guida Suprema iraniana “gode di un’ottima reputazione in certi ambienti”. Il Presidente ha però escluso che Washington abbia bisogno di un’intesa per ottenere l’uranio arricchito iraniano. “Potremmo prenderlo subito. Non credo che potrebbero fermarci se volessimo farlo, ma non ce n’è motivo. È sepolto”, ha detto.

Le dichiarazioni di Trump arrivano mentre l’Aiea avverte di non poter verificare dimensioni e ubicazione delle scorte di uranio arricchito iraniano, né stabilire se Teheran abbia sospeso l’arricchimento. Senza accesso ai siti colpiti, l’agenzia afferma di non poter adempiere pienamente alle responsabilità di salvaguardia previste dal Trattato di non proliferazione.

Teheran frena sull’accordo

Da Teheran arrivano segnali di cautela. Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema, ha definito “ambigua” la bozza del memorandum d’intesa in discussione con Washington. Secondo Rezaei, Trump sta cercando di esercitare pressione sull’Iran perché accetti le condizioni americane, lasciando invece vaghi i termini favorevoli a Teheran.

Il nodo principale riguarda anche i fondi iraniani congelati all’estero. Secondo fonti informate citate dai media iraniani, Trump avrebbe legato lo sblocco delle risorse alla firma preliminare di un accordo parziale e avrebbe escluso il rilascio prima di un’intesa. Una delle ipotesi allo studio prevede la creazione di un fondo speciale per gestire una parte delle somme. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi aveva già parlato di assenza di “progressi concreti” nei colloqui.

Sul dossier energetico, Teheran prova invece ad attenuare la pressione sullo Stretto di Hormuz. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha precisato che l’Iran non intende imporre pedaggi alle navi in transito, ma tariffe per servizi. Secondo Gharibabadi, non si tratterebbe di tasse di passaggio o diritti di transito, ma di compensi per assistenza alla navigazione, ricerca e soccorso, sicurezza e interventi ambientali, in coordinamento con l’Oman.

Raid israeliani su Tiro

La crisi iraniana continua a intrecciarsi con il fronte libanese. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano mediato dagli Stati Uniti è rimasto sospeso dopo il rifiuto di Hezbollah. Il leader del movimento sciita, Naim Qassem, ha definito “umilianti” i negoziati e ha chiesto un cessate il fuoco globale e il ritiro israeliano dal sud del Libano.

Benjamin Netanyahu, secondo Yedioth Ahronoth, non ha sottoposto l’accordo al gabinetto di sicurezza. “Al momento non c’è un accordo. Hezbollah si oppone, e quindi non prendo alcuna decisione”, avrebbe detto ai ministri.

Nella notte Israele ha colpito Tiro e altre aree del Libano meridionale. Secondo la Protezione civile libanese citata dall’Afp, almeno sette persone sono state uccise nei raid sulla città. Quattro sono morte vicino all’ospedale Jabal Amel, altre tre in un secondo attacco che ha provocato anche cinque feriti, tra cui due bambini.

L’esercito israeliano ha ordinato lo sgombero di diverse località del sud, sostenendo di dover colpire infrastrutture di Hezbollah. Il movimento sciita, da parte sua, ha rivendicato un attacco contro soldati e veicoli israeliani nei pressi del castello di Beaufort.

Idf schierate in Azerbaigian

Intanto Israele continua a espandere il conflitto. Secondo la Cnn, Israele avrebbe schierato in segreto unità militari e di intelligence in Azerbaigian durante la guerra con l’Iran. Le forze israeliane, secondo quattro fonti citate dall’emittente, avrebbero operato da diverse località nel sud del Paese, vicino al confine settentrionale iraniano.

Tra le unità presenti ci sarebbero stati anche commando impegnati in missioni di raccolta di informazioni e operazioni con droni. L’Azerbaigian sarebbe stato solo uno dei siti usati da Israele in una rete più ampia, che avrebbe compreso anche Iraq, Emirati Arabi Uniti e Somaliland.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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