La polizia sudafricana ha aperto un’indagine sull’omicidio di due uomini mozambicani trovati morti nel fine settimana nella provincia di Mpumalanga, vicino al confine orientale. Secondo quanto riportato da News24, SABC e Daily Maverick, i corpi sono stati rinvenuti in un’area rurale non lontano dalla cittadina di Komatipoort, una zona attraversata quotidianamente da lavoratori migranti e commercianti transfrontalieri.
Le vittime, entrambe sulla trentina, presentavano ferite compatibili con un’aggressione violenta. Le autorità non hanno ancora confermato il movente, ma hanno dichiarato che “tutte le piste restano aperte”, compresa quella di un possibile crimine legato a tensioni comunitarie o a dispute locali. La polizia ha istituito una squadra investigativa speciale e ha invitato i residenti a collaborare, sottolineando che al momento non risultano arresti. La notizia ha suscitato forte preoccupazione in Mozambico, dove il ministero degli Esteri ha chiesto chiarimenti ufficiali a Pretoria e ha sollecitato un’indagine “rapida e trasparente”.
Negli ultimi anni, la regione di confine è stata teatro di episodi di violenza contro cittadini stranieri, spesso legati a tensioni economiche e alla competizione per il lavoro. Organizzazioni per i diritti umani ricordano che i migranti mozambicani rappresentano una parte significativa della forza lavoro sudafricana, soprattutto nei settori agricolo e minerario. Le autorità sudafricane hanno condannato l’omicidio e invitato alla calma.
Il ministro della Polizia, citato da eNCA, ha definito l’accaduto “inaccettabile” e ha promesso un rafforzamento delle pattuglie nelle aree più sensibili. Tuttavia, diversi analisti avvertono che l’episodio rischia di riaccendere il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori stranieri e sulle tensioni xenofobe che ciclicamente emergono nel Paese.





