A sole ventiquattr’ore dall’annuncio della lineup ufficiale, la serie di concerti organizzata da Freedom 250 per celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti è precipitata in una crisi inattesa. La maggior parte degli artisti inizialmente confermati ha infatti deciso di ritirarsi, denunciando una crescente politicizzazione dell’evento, sostenuto dal presidente Donald Trump e presentato come una grande celebrazione patriottica.
La Great American State Fair, prevista sul National Mall di Washington come “la più grande fiera statale del Paese”, avrebbe dovuto ospitare due settimane di musica, spettacoli e celebrazioni. Ma in poche ore la lineup si è svuotata: Morris Day, Young MC, Milli Vanilli, The Commodores, Martina McBride e Bret Michaels hanno annunciato il loro ritiro, lasciando in programma solo pochi nomi, tra cui Vanilla Ice e Flo Rida.
Le prime defezioni sono arrivate giovedì, quando Young MC — vincitore di un Grammy e noto per Bust a Move — ha dichiarato di non voler partecipare a un evento “così carico di implicazioni politiche”. Ha affermato che gli artisti non erano stati informati del coinvolgimento politico e che spera di esibirsi a Washington “in un contesto diverso”.
Martina McBride ha definito l’invito “ingannevole”, spiegando che l’evento era stato presentato come una celebrazione apartitica dei 50 stati. I Commodores hanno ribadito che la loro musica “non si affilia a nessun partito”. Il tracollo è proseguito con il ritiro di Bret Michaels, che ha sottolineato come i suoi concerti siano sempre stati pensati per unire, non per dividere.
Tra i pochi artisti rimasti c’è John Ondrasik dei Five for Fighting, che ha definito un onore esibirsi per #USA250 e celebrare “la più grande forza positiva del mondo”.
Nel frattempo, a un mese dalle elezioni di metà mandato, Bruce Springsteen ha annunciato un festival alternativo: Power to the People, una giornata di musica e attivismo con Foo Fighters, Dave Matthews Band, Joan Baez, Brittany Howard e altri.





