Nella notte tra venerdì e sabato le forze ucraine hanno colpito obiettivi militari e petroliferi in Russia e nei territori occupati, mentre Mosca ha attaccato il distretto di Poltava, provocando danni a infrastrutture civili e diversi feriti. Nelle stesse ore, l’aeroporto di Monaco di Baviera è stato chiuso temporaneamente dopo la segnalazione di un possibile drone da parte di due piloti. Lo scalo è stato poi riaperto, senza che la polizia federale tedesca trovasse velivoli senza pilota.
Taganrog, Poltava e Crimea
Il colpo più rilevante rivendicato da Kiev riguarda Taganrog, città portuale russa sul Mar d’Azov, nell’oblast di Rostov, a poco più di 40 chilometri dal confine con la parte occupata della regione ucraina di Donetsk. Secondo Robert Brovdi, comandante delle forze ucraine dei sistemi senza pilota, noto come Magyar, i droni ucraini hanno distrutto in un aeroporto militare della zona un sistema missilistico Iskander e due aerei Tu 142, velivoli da ricognizione marittima a lungo raggio e lotta anti sommergibile.
Brovdi ha scritto che l’operazione, condotta dal primo centro separato delle forze senza pilota, non si sarebbe limitata agli obiettivi indicati e ha citato un’intensa attività sul mare. Le affermazioni ucraine non sono verificabili in modo indipendente nell’immediato, ma trovano riscontro parziale nelle comunicazioni russe. Il governatore della regione di Rostov, Yuri Slyusar, ha riferito che l’attacco ha provocato incendi a Taganrog, interessando una petroliera, un edificio amministrativo e serbatoi di carburante. Secondo il sindaco Svetlana Kambulova, sono state danneggiate le infrastrutture di carico del porto e gli incendi sono stati spenti rapidamente. Le autorità russe hanno parlato anche di due feriti.
Il comando ucraino ha indicato in totale 23 bersagli militari colpiti sul territorio russo, tra cui siti legati alla logistica e alle capacità missilistiche di Mosca. Nella Crimea occupata, Kiev avrebbe colpito una petroliera riconducibile alla cosiddetta flotta ombra russa e un terminale petrolifero. Esplosioni sono state segnalate anche nella zona di Feodosia, dove residenti locali hanno riferito di un deposito di petrolio in fiamme.
Sul fronte opposto, la Russia ha proseguito gli attacchi contro l’Ucraina. Nel distretto di Poltava, nel centro del Paese, un raid con droni ha danneggiato l’edificio della stazione ferroviaria, alcuni vagoni, case private, una struttura ambulatoriale, edifici annessi, automobili e linee elettriche. Gli incendi scoppiati dopo l’attacco sono stati spenti dal servizio statale di emergenza. Le autorità ucraine hanno riferito di diversi feriti, senza fornire nell’immediato un bilancio definitivo.
Droni a Monaco
A Monaco di Baviera i voli sono stati sospesi dopo che due piloti hanno segnalato un presunto drone poco dopo le nove del mattino. Le autorità di sicurezza, in coordinamento con il controllo del traffico aereo tedesco, hanno chiuso le piste per circa un’ora, causando deviazioni verso Stoccarda, Norimberga e Francoforte. Un elicottero della polizia è stato impiegato per le ricerche, ma non è stato trovato alcun drone.
L’episodio tedesco arriva dopo l’incidente in Romania, dove un drone indicato da Bucarest come russo ha colpito un edificio residenziale a Galati, vicino al confine ucraino, ferendo due persone. La Romania, Paese Nato e Ue, ha condannato l’accaduto come una grave violazione della propria sicurezza. La Nato ha ribadito che difenderà ogni centimetro del territorio alleato, mentre l’Unione europea ha accusato Mosca di avere superato un nuovo limite. Giorgia Meloni ha parlato di un rischio diretto per la sicurezza europea.
Putin ha respinto le accuse, sostenendo che sia prematuro stabilire l’origine del velivolo e che il drone potrebbe essere ucraino. Mosca ha chiesto a Bucarest di consegnare i resti per un’indagine. Kiev respinge questa versione. Il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha definito l’episodio una provocazione per testare la reazione dell’Alleanza atlantica: secondo Kiev, ogni mancata risposta adeguata rischia di incoraggiare una nuova escalation.
Tokyo entra nel Purl
Intanto il Giappone ha aderito al programma Nato Purl, Prioritized Ukraine Requirements List, con circa 14,7 milioni di dollari per l’acquisto di equipaggiamento statunitense destinato a Kiev. Il meccanismo consente ad alleati e partner dell’Alleanza di finanziare forniture prioritarie per l’Ucraina. Tokyo ha precisato che il contributo sarà limitato agli aiuti non letali.





