AVEZZANO – Una dura analisi politica dopo il voto amministrativo 2026 ad Avezzano. Antonio Di Matteo interviene sul risultato elettorale del centrodestra e, in particolare, di Forza Italia, parlando apertamente della necessità di “girare pagina completamente” e avviare una profonda riflessione interna al partito.
Secondo Di Matteo, il risultato delle comunali rappresenta “un dato molto negativo per il centrodestra e soprattutto per Forza Italia”, accusata di non aver costruito un reale rapporto con il territorio e con la società civile. “Non è stato fatto un lavoro adeguato di coinvolgimento e apertura – afferma – e si è privilegiata una logica di esclusione anziché di allargamento”.
L’esponente politico richiama quindi la linea nazionale del vicepremier e segretario azzurro Antonio Tajani, sottolineando come il messaggio di inclusione e partecipazione lanciato a livello nazionale non abbia trovato applicazione nella realtà avezzanese. “Tajani parla di responsabilità, moderati, europeisti e cristiani. Ad Avezzano si è andati invece in controtendenza”, osserva, chiedendo “un bagno di umiltà” per ricostruire credibilità e consenso.
Nel mirino di Di Matteo finisce soprattutto quella che definisce una “gestione chiusa e autoreferenziale” del partito locale. “Il gruppo dirigente si è incardinato in una logica di relazioni personali e di interesse, senza aprirsi alla realtà sociale, economica e culturale della città”, dichiara, parlando di un partito “subalterno ad altra forza politica”.
Per Di Matteo il risultato elettorale evidenzia anche un “paradosso politico”: molti consiglieri eletti sarebbero culturalmente vicini a Forza Italia, ma non avrebbero trovato spazio all’interno del partito, scegliendo così altre liste civiche o politiche. Una situazione che, secondo l’esponente azzurro, dimostra la mancanza di una strategia politica inclusiva e condivisa.
Nel suo intervento, Di Matteo riconosce comunque “l’impegno notevole” del consigliere Mario Babbo e il sostegno dato dall’assessore regionale Roberto Santangelo durante la campagna elettorale.
L’appello finale è rivolto all’intero gruppo dirigente: “Non si può restare nella gestione dell’ordinario e nell’esclusività delle relazioni. Forza Italia deve tornare a essere un punto di riferimento culturale, sociale, politico ed economico della città e del territorio”. Una responsabilità che, conclude Di Matteo, “compete a tutti, anche a chi oggi deve fare ammenda”.





