Questa settimana due figure storiche del Partito Democratico, legate alle amministrazioni Clinton e Obama, hanno criticato pubblicamente il sindaco di New York Zohran Mamdani, segnando un momento significativo nella politica interna democratica.
Le critiche colpiscono i due pilastri dell’ascesa politica di Mamdani: la sua agenda economica radicale e le sue posizioni su Israele. Il primo affondo è arrivato da Mark Penn, ex consigliere di Bill Clinton, che ha accusato il sindaco di New York di aver “minimizzato drasticamente” la portata della sua proposta di tassazione sugli immobili residenziali di lusso, il cosiddetto pied-à-terre tax. Secondo Penn, il sistema di valutazione immobiliare avrebbe incluso quasi un milione di proprietari, invece dei circa 30.000 indicati inizialmente come target.
Parallelamente, Rahm Emanuel, ex capo di gabinetto di Barack Obama e oggi ambasciatore in Giappone, ha raccontato durante il podcast Unholy di aver incontrato Mamdani per 90 minuti, contestandogli la retorica su Israele e l’uso dell’espressione “dal fiume al mare”. Emanuel ha detto di aver apprezzato alcune politiche interne del sindaco, ma di averlo ammonito: “Io so dove c’è un limite. Tu no”.
Secondo Emanuel, slogan come “dal fiume al mare” o l’appello a una “Grande Israele” porterebbero entrambi a un conflitto perpetuo. La risposta del team di Mamdani è stata immediata. Anna Bahr, responsabile della comunicazione, ha scritto su X: “Posso confermare che questo… non è accaduto”, senza chiarire se contestasse l’incontro o la descrizione della conversazione.
La tensione è aumentata quando alcuni spezzoni dell’intervista di Emanuel hanno iniziato a circolare online. Emanuel ha inoltre criticato i Democratic Socialists of America (DSA), sostenendo che i democratici dovrebbero concentrarsi sulle elezioni competitive e non su “distrazioni ideologiche”.





