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Ucraina, cresce la tensione sul fianco orientale della Nato

martedì, 6 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

La guerra in Ucraina continua a produrre effetti sempre più diretti sulla sicurezza europea. Mentre i raid russi colpiscono ancora il territorio ucraino, l’Estonia rafforza il dispositivo militare lungo il confine con la Russia, preparandosi a un possibile conflitto futuro con Mosca.

Secondo il Financial Times, Tallinn sta spostando permanentemente truppe verso il confine russo e sta acquisendo sistemi d’arma capaci di colpire in profondità il territorio del Paese confinante. I vertici militari e dell’intelligence estoni non ritengono probabile una guerra su vasta scala tra Russia e Nato nei prossimi due anni, ma considerano concreto il rischio di un futuro confronto con Mosca.

Il Cremlino ha reagito attraverso il portavoce Dmitry Peskov. “Non ci devono essere dubbi” sul fatto che il ministero della Difesa russo e gli altri servizi competenti dispongano “del necessario potenziale di intelligence per monitorare e valutare adeguatamente la situazione ai confini”, ha dichiarato.

La guerra ibrida e le minacce europee

Le tensioni sul fianco orientale dell’Alleanza si inseriscono in un quadro europeo sempre più preoccupato per le attività russe. Il capo dei servizi segreti tedeschi BND, Martin Jaeger, ha affermato che la Russia sta conducendo una “guerra nell’ombra” contro la Germania e che il rischio di attentati sul territorio tedesco rimane “reale e imminente”. Secondo Jaeger, il confronto con Mosca non terminerà necessariamente con la fine della guerra in Ucraina: l’impostazione revisionista russa, ha sostenuto, “va oltre l’Ucraina”.

Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha denunciato un’escalation delle azioni ibride russe. “La Russia sta trasformando sempre più le minacce ibride in attacchi ibridi”, ha affermato, chiedendo a Mosca di abbandonare quella che ha definito una “pericolosa rotta”. Costa ha sottolineato la necessità di rafforzare la prontezza militare europea. Secondo i dati dell’Agenzia europea per la difesa, la spesa militare complessiva degli Stati membri dovrebbe raggiungere circa 454 miliardi di euro nel 2026 e 547 miliardi entro il 2029.

Attacchi sul campo e instabilità diplomatica

Intanto sul terreno proseguono gli attacchi russi. A Kharkiv una persona è morta e sei sono rimaste ferite in un doppio attacco missilistico condotto dalle forze russe con missili Banderol nel distretto industriale della città. Nella regione di Poltava un drone russo ha colpito un’infrastruttura energetica, provocando un’interruzione della corrente elettrica per circa 22 mila persone. Non sono state segnalate vittime.

Un episodio ha coinvolto anche la Moldavia. Al checkpoint di Palanka, al confine con l’Ucraina, un proiettile, dopo aver colpito il terreno, ha raggiunto un autobus fermo nei pressi del valico. Sono rimasti danneggiati il mezzo e la cabina delle guardie di frontiera; un agente moldavo è rimasto lievemente ferito. Secondo le autorità di Chisinau, l’incidente è avvenuto durante un attacco russo contro infrastrutture ucraine. Il valico è stato temporaneamente chiuso.

Mosca ha inoltre ribadito che i raid sull’Ucraina proseguiranno. Peskov ha affermato che la scelta dei Paesi europei di evacuare o meno le proprie rappresentanze diplomatiche da Kiev non influirà sulle operazioni militari russe. “Le nostre forze armate continuano il loro lavoro”, ha detto, sostenendo che i bombardamenti rappresentino una risposta agli attacchi ucraini contro obiettivi dell’economia civile russa.

Sul piano politico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha effettuato il 4 ottobre una visita a sorpresa a Kiev, mentre sulla capitale cadevano bombe russe. “L’Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno”, ha dichiarato, ribadendo che la Germania continuerà ad aiutare Kiev. Merz ha rivolto anche un appello diretto a Vladimir Putin: “Ponga fine a questa guerra priva di senso. Siamo pronti ai colloqui”. Ma, ha precisato, i negoziati potranno iniziare quando “le armi taceranno”.

Il cancelliere ha collegato il conflitto alla sicurezza dell’intero continente. “Se la Russia non verrà fermata, la sua macchina bellica finirà prima o poi per rivolgersi contro di noi”, ha affermato, sottolineando che Mosca non rappresenterebbe una minaccia soltanto per l’Ucraina, ma anche per l’Europa e la Germania.

Berlino ha inoltre annunciato nuovi aiuti militari per un miliardo di euro e 350 milioni destinati al settore energetico ucraino, oltre a nuovi accordi di cooperazione nell’industria della difesa.

Il quadro delineato dalle ultime dichiarazioni europee è quello di un conflitto che, anche in assenza di uno scontro diretto tra Russia e Nato, sta progressivamente allargando il proprio perimetro strategico. La guerra in Ucraina resta il centro dello scontro, ma sicurezza dei confini, attacchi ibridi, sabotaggi, spazio aereo e infrastrutture energetiche stanno ormai coinvolgendo direttamente un’area molto più ampia dell’Europa.

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