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INPS, la sostenibilità passa dal confronto

giovedì, 21 Maggio 2026
3 minuti di lettura

La sostenibilità non come formula astratta, ma come criterio per misurare la capacità del welfare pubblico di restare vicino alle persone, ai territori e ai cambiamenti del Paese. È questo il filo conduttore dell’Incontro ‘Multistakeholder INPS 2026’, ospitato ieri a Palazzo Mazzoni, sede dell’Accademia INPS di Roma, e dedicato alla definizione delle priorità ESG dell’Istituto. L’appuntamento ha riunito istituzioni, parti sociali, fornitori, terzo settore e rappresentanti della comunità di riferimento in un confronto pensato per raccogliere contributi, aspettative e priorità sui temi ambientali, sociali e di governance. Al centro il percorso di rendicontazione dell’INPS e la volontà di rendere sempre più trasparente l’impatto delle attività dell’Istituto, non solo in termini amministrativi, ma anche sociali, ambientali e territoriali.

Nel 2026 l’INPS sta proseguendo il consolidamento della propria strategia ESG, rafforzando le attività di reporting e l’integrazione dei principi di sostenibilità nei processi, nei servizi e nelle iniziative dell’Istituto. L’obiettivo è costruire un approccio sempre più strutturato e condiviso, capace di valorizzare il ruolo dell’INPS come attore pubblico centrale nella creazione di valore per cittadini, territori e stakeholder.

L’iniziativa nasce in occasione della redazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 e si propone come momento strutturato di confronto per raccogliere contributi, aspettative e priorità sui temi ESG, contribuendo alla definizione dei contenuti del documento in un’ottica di maggiore trasparenza, condivisione e partecipazione attiva.

Rendicontazione civile

“Il Bilancio di Sostenibilità non è un adempimento. È un atto di rendicontazione civile: dire cosa abbiamo fatto, perché lo abbiamo fatto, verso cosa ci stiamo muovendo”, ha sottolineato il Direttore generale Valeria Vittimberga. Una visione che allarga il concetto di sostenibilità oltre la sola dimensione ambientale, intrecciandolo con coesione sociale, equilibrio finanziario, tutela dei diritti, responsabilità verso le generazioni future e qualità dei servizi. La sostenibilità, per un ente come l’INPS, significa anche capacità di ascolto. Lo ha evidenziato Maria Grazia Sampietro, Direttore della Direzione Centrale Organizzazione, per richiamare poi l’importanza del confronto con i portatori di interesse e con chi ogni giorno si rivolge all’Istituto per servizi e prestazioni. Una giornata quella di ieri, ha spiegato, utile a raccogliere indicazioni, aspettative e bisogni, in un atteggiamento di ascolto che accompagna il percorso verso un bilancio di sostenibilità sempre più aderente alla realtà del Paese.

Rosanna Casella, Direttore della Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione, ha posto invece l’accento sulla necessità di misurare e comunicare il valore generato dall’INPS. Le pubbliche amministrazioni, ha osservato, vengono spesso percepite come centri di costo, mentre la vera sfida è rendere visibile ciò che producono per la collettività. Per l’INPS, pilastro del welfare nazionale, questo significa affrontare trasformazioni profonde: dal cambiamento demografico alla digitalizzazione, dalla domanda crescente di servizi alla necessità di mantenere centrale il punto di vista dell’utente.

Continuità, accessibilità e tempestività

Il valore pubblico, in questa prospettiva, non si esaurisce nella quantità delle prestazioni erogate, ma nella capacità di garantire continuità, accessibilità e tempestività. La pensione pagata nei tempi giusti, la prestazione che arriva quando serve, il servizio digitale che semplifica invece di creare distanza: sono questi gli elementi attraverso cui il welfare diventa concreto e misurabile. Sul fronte ambientale Gennaro Langella, coordinatore del Coordinamento Generale Tecnico Edilizio, ha richiamato i risultati raggiunti dall’Istituto nella riduzione dei consumi. Dal 2021 al 2025 i consumi energetici sono passati da 93mila a 80mila megawattora, mentre il gas è diminuito del 20%. Risultati frutto di razionalizzazione logistica, misure organizzative, comportamenti più consapevoli e interventi di sensibilizzazione. Ma, ha precisato, la sostenibilità non coincide soltanto con il risparmio: significa anche resilienza, affidabilità e continuità dei servizi, soprattutto in una fase in cui nuove riforme e nuovi bisogni sociali chiedono risposte sempre più solide.

Nuove direttrici

A chiudere il quadro l’intervento di Giovanni Ravelli (per INPS e Luiss Business School) che ha portato il confronto sul terreno del metodo. Ravelli ha spiegato come lo stakeholder engagement non sia un passaggio formale, ma uno strumento decisivo per capire quali temi contano davvero per l’Istituto e per la comunità di riferimento. Al centro del suo intervento la mappatura dei portatori di interesse, interni ed esterni: dal personale INPS agli utenti, dalle istituzioni pubbliche ai fornitori, dal mondo professionale ai media e alle comunità locali. Un lavoro che ha accompagnato l’analisi di materialità e la costruzione del Bilancio di Sostenibilità 2024, rafforzato anche dalla rendicontazione regionale e metropolitana. Ravelli ha ricordato come innovazione, digitalizzazione, qualità dei servizi, privacy, cybersicurezza, inclusione, accessibilità, salute e sicurezza, consumo responsabile delle risorse e coinvolgimento delle comunità siano oggi le direttrici su cui misurare l’impatto dell’Istituto. Una lettura che guarda già al 2026, quando l’INPS proseguirà l’integrazione dei principi ESG nei processi operativi, con l’obiettivo di trasformare la sostenibilità in una leva concreta di valore pubblico.

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