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Dmitry Peskov, Segretario di stampa Presidenziale Russa

Mosca chiude alla mediazione europea. Tajani: “Accordo lontanissimo”

Cremlino respinge condizioni preliminari e accusa l’Europa di puntare sulla guerra. Von der Leyen annuncia il 21° pacchetto di sanzioni. Zelensky chiede una “voce forte” dell’Ue nei negoziati
mercoledì, 10 Giugno 2026
3 minuti di lettura

Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha detto che la mediazione americana è “in pausa” e che una telefonata tra Putin e Donald Trump resta “sempre possibile”, ma “non è attualmente all’ordine del giorno”. Ogni contatto, ha precisato, “deve essere ben preparato”. I canali con Washington “funzionano” e gli Stati Uniti parlano “sia con noi attraverso i canali esistenti, sia con gli ucraini”. Sulla possibile visita in Russia degli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner, Peskov ha aggiunto che “non c’è ancora una data precisa”, ma che il Cremlino sarebbe “lieto di vederli in qualsiasi momento”.

Zelensky aveva definito “molto positivo” il colloquio con Witkoff e Kushner durante uno scalo a Chisinau, spiegando di aver discusso del rilancio della diplomazia in vista del G7 e degli altri vertici di giugno. Poi ha sentito Emmanuel Macron per coordinare i prossimi passi e la preparazione del G7 in Francia. Mosca chiude invece alla mediazione europea. “Gli europei sono ancora lontani dall’essere pronti”, ha detto Peskov, accusando i governi Ue di puntare “molto di più sulla continuazione della guerra che sui negoziati di pace”. Poi l’affondo: “Iniziare gli sforzi di mediazione ponendo alla Russia delle condizioni è illogico, sbagliato e per noi inaccettabile”.

Nuove sanzioni Ue

Da Bruxelles Ursula von der Leyen ha presentato il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, sostenendo che Mosca “ha chiaramente fallito nel sottomettere l’Ucraina”. Le misure colpiscono energia, banche, criptovalute, commercio, pesca e industria militare. La Commissione propone divieti di transazione per altre 31 banche russe e per 20 banche, società, piattaforme cripto e operatori petroliferi di Paesi terzi. Previsto anche, per la prima volta, il divieto d’ingresso nell’Ue per chiunque abbia servito nelle forze armate russe dall’inizio dell’invasione. Von der Leyen ha rivendicato l’effetto delle sanzioni, che avrebbero “isolato la Russia dai mercati finanziari globali” e ridotto le entrate energetiche russe di circa il 40 per cento all’inizio del 2026. Il pacchetto introduce inoltre restrizioni all’export di tecnologie per l’industria militare, tra cui componenti per droni, sistemi di disturbo e lancio, metalli e leghe per aerospazio e difesa. Bruxelles prevede anche divieti di importazione per circa 60 milioni di euro, tra metalli, minerali metallici e componenti per auto, oltre a restrizioni sulla pesca, compreso il merluzzo.

La posizione italiana

L’Italia chiede che l’Europa abbia un ruolo nel negoziato. Davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Antonio Tajani ha detto che l’accordo con Mosca è “lontanissimo” e che senza il ritiro delle sanzioni “è difficile che si possa concludere la vicenda”. Sul mediatore europeo, ha aggiunto, deciderà l’Ue, “certamente non Putin”. Il ministro ha ribadito che “il futuro di Kiev è in Europa”, ma con un percorso “basato sul merito” e senza disparità rispetto ai Balcani. Guido Crosetto ha richiamato i costi militari del conflitto: secondo le stime citate dal ministro, morti e feriti tra le parti potrebbero avvicinarsi ai due milioni entro fine anno, con oltre mille perdite al giorno sul solo lato russo. Agli attuali ritmi, ha aggiunto, a Mosca servirebbero dieci anni per completare la conquista del Donbass, fino al 2036, e “diversi decenni” per prendere l’intera Ucraina.

Zelensky a Tallin

Intanto Zelensky, a Tallinn per il vertice con i Paesi nordici e baltici, ha chiesto che l’Europa abbia “una voce reale e forte nei negoziati” e sia tra chi prende le decisioni. I leader del formato NB8 hanno sostenuto la rapida adesione dell’Ucraina all’Ue e il suo “cammino irreversibile” verso la Nato. Kiev ha anche firmato con la Lettonia un accordo sui droni e ha indicato come priorità la difesa aerea, almeno finché l’Europa non avrà una propria capacità antibalistica. Zelensky ha spiegato che l’Ucraina è pronta a inviare esperti nei Paesi europei per contribuire al contrasto dei droni e ha chiesto di continuare a sostenere il programma Purl per l’acquisto di armi statunitensi.

Gli attacchi

Nella notte la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 166 droni a lungo raggio e due missili. Secondo Kiev, 146 droni sono stati intercettati. Nelle ultime 24 ore il bilancio è di almeno otto morti e circa quaranta feriti: quattro vittime nella regione di Kharkiv, tra cui una donna incinta di 22 anni, e altri morti nelle regioni di Zaporizhzhia, Sumy, Dnipropetrovsk e Kherson. Nella città di Kharkiv i feriti sono stati 15. Kiev rivendica intanto una pressione crescente sulle retrovie russe. Secondo fonti ucraine, gli attacchi sul corridoio Mariupol, Berdyansk, Melitopol, Simferopol hanno ridotto del 71 per cento il traffico merci militare verso la Crimea. L’Institute for the Study of War riferisce inoltre che Mosca starebbe ritirando forze dalla punta di Kinburn, nella regione di Mykolaiv, per l’interruzione dei rifornimenti causata dagli attacchi ucraini. Per Zelensky, “giugno e luglio potrebbero rivelarsi decisivi”.

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