Il turismo italiano apre il 2026 con un segno positivo, confermando una dinamica di crescita che prosegue anche dopo il forte rimbalzo degli ultimi anni. Nei primi tre mesi dell’anno, secondo i dati della piattaforma Alloggiati Web, gli arrivi aumentano del 5,5%, mentre le presenze registrano un incremento ancora più marcato, pari al 6,8%. L’andamento mensile evidenzia una progressione costante. A gennaio gli arrivi crescono del 4,3% e le presenze del 6,1%, mentre febbraio consolida il trend con un +6,5% negli arrivi e un +6,1% nelle presenze. Il dato più significativo arriva a marzo, quando le presenze segnano un balzo del 7,9%, accompagnato da un aumento degli arrivi del 5,6%.
Numeri che si mantengono solidi anche nel periodo delle festività primaverili. Sia il 25 aprile che il Primo maggio mostrano performance in linea con lo scorso anno, nonostante un calendario meno favorevole rispetto al 2025, quando il maxi-ponte pasquale aveva esteso le vacanze fino ai primi giorni di maggio. Quest’anno, invece, l’unico vero ponte è quello della Festa dei Lavoratori. A incidere è anche il prezzo medio, che risulta inferiore di circa il 7%, mentre il tasso di occupazione delle strutture online resta sostanzialmente stabile.
Connettività aerea
A sostenere la crescita contribuisce anche il rafforzamento della connettività aerea. Per il 2026 si stima un aumento complessivo del 10,6% dei voli verso l’Italia, con incrementi diffusi su tutte le tratte: +10,8% per il corto raggio, +11,2% per il medio raggio e +7,3% per il lungo raggio. In crescita anche il traffico domestico, previsto in aumento dell’11,7%. Tra i principali mercati emergono alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica: Polonia, Albania, Romania e Danimarca registrano incrementi superiori al 20% nella capacità di posti. Buoni risultati anche per mercati consolidati ma in espansione come Spagna (+10,7%), Stati Uniti (+11,1%), Grecia (+12,2%), Egitto (+14,7%) e Ungheria (+12,4%).
Più contenuta, invece, la crescita nei mercati maturi: Germania (+3,4%), Francia (+1,7%), Paesi Bassi (+4,5%), Svizzera (+7,2%) e Belgio (+4,7%) mostrano aumenti più moderati, segno di una domanda ormai stabilizzata.





