giovedì, 2 Luglio, 2020
Economia

Federorafi, in crisi il 90% dei lavoratori. Maxi richiesta di ammortizzatori sociali

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La presidente Ciabatti: resto ottimista, guardiamo ai mercati Usa e Cina

“Nonostante tutto rimango ottimista per le innate capacità degli imprenditori di trovare risposte ed energie proprio nei momenti di maggiore difficoltà come quello che stiamo vivendo da oltre due mesi”. È il giudizio di Ivana Ciabatti, Presidente Federorafi, nel commentare i risultati dell’indagine sulle principali evidenze relative all’impatto dell’emergenza sanitaria sul settore orafo-argentiero-gioielliero nel primo trimestre 2020, ricerca realizzata per Federorafi dal Centro Studi di Confindustria Moda.

Ecco i dati che dicono tutto: il 53% delle aziende orafe rispondenti ha accusato un calo del fatturato compreso tra “il -20% e il -50%”; il 29% ha registrato una flessione “superiore al -50%”; la flessione media del fatturato è stata pari a -42,6% rispetto al medesimo periodo del 2019. Si calcola un decremento medio degli ordinativi pari al -43,2% sempre rispetto al medesimo periodo del 2019. Non solo, l’80% delle aziende orafe a campione prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali, coinvolgendo nell’88% dei casi oltre l’80% dei lavoratori. La percentuale di dipendenti che potrebbe usufruire di ammortizzatori sociali è pari al 90,1% della forza lavoro totale delle aziende rispondenti.

I dati dicono inoltre che il 61% delle aziende orafe a campione ha attivato lo smart-working, laddove la tipologia di attività lo consentiva, coinvolgendo tuttavia mediamente l’8,8% dei lavoratori. Per oltre il 60% delle aziende a campione gli assi prioritari di intervento da parte del Governo sono: politiche di garanzia della liquidità; ammortizzatori sociali.

I risultati del comparto del prezioso sono peggiori rispetto al campione totale di Confindustria Moda.
“Anche le nostre aziende”, prosegue Ivana Ciabatti, nella stragrande maggioranza Pmi, “chiedono che, con la fase 2 e con il riavvio delle produzioni, il sistema venga alimentato con vera liquidità e non solo con il posticipo del pagamento di tasse e quant’altro. Liquidità che deve alimentare l’intera filiera dando ossigeno anche al mercato domestico. Sui mercati internazionali ci aspettiamo le risposte alle nostre proposte formalizzate al Sottosegretario Di Stefano dallo scorso 14 aprile riguardanti il potenziamento del credito di imposta, i contributi a fondo perduto in quota parte per la presenza alle fiere internazionali italiane, un servizio di pre-assistenza legale per i crediti incagliati o i prodotti in sospeso bloccati lungo la filiera distributiva internazionale a rischio default, il ruolo proattivo delle ambasciate e degli istituti di Cultura all’estero per mantenere fidelizzato il buyer straniero che non potrà o non vorrà venire in Italia o non potrà essere raggiunto dai nostri commerciali, il potenziamento degli accordi con la GdO a partire dal mercato USA, la definizione degli accordi anche con le altre piattaforme internazionali da tempo in discussione come WeChat e il Gruppo Suning e dare seguito ai progetti presentati da Federorafi per quanto riguarda il negozio virtuale di ecommerce per la gioielleria sul mercato cinese e la partecipazione delle aziende italiane al China International Import Expo (CIIE) di Shanghai a novembre con un progetto innovativo e non standardizzato”. “Ad oggi proprio la Cina sembra essere l’area del mondo che per prima sarà in grado di aprirsi ai flussi commerciali dall’Italia e dobbiamo investire in modo ottimale”, prosegue la nota.

“Alle azioni di difesa dobbiamo quindi proporre alle imprese concreti progetti di business.
Anche per il settore orafo-gioielliero”, conclude la Presidente Federorafi, “condivido la previsione del Presidente di Confindustria Moda, Claudio Marenzi, che solo verso la fine del 2021 potremo capire se il sistema manifatturiero sarà stato in grado di superare l’impatto del coronavirus. Nonostante le incertezze le imprese,  gli imprenditori e i collaboratori tutti stanno ripartendo con grande senso di responsabilità, impegno ed entusiasmo  per dimostrare ancora una volta al mondo che il gioiello bello e ben fatto è e sarà sempre solo “made in Italy” come enfatizzano i messaggi del Sistema Orafo che FEDERORAFI promuove  con ICE Agenzia con  #TheExtraordinaryItalianJewelry e con  VicenzaOro con #LaBellezzaContinua”.

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