sabato, 22 Giugno, 2024
Ambiente

Legambiente: crescono i comuni rinnovabili, ma non abbastanza per gli obiettivi del 2030

Dopo 12 anni di installazioni insufficienti le fonti energetiche pulite tornano a crescere in Italia: secondo i primi dati del 2024 c’è stato un aumento del 52% di capacità rinnovabile in esercizio rispetto al2023.. Questo quanto emerge dalla 19/a edizione del rapporto Comuni rinnovabili di Legambiente, presentato oggi nella sede del Gse, partner dell’analisi. Ben 7.891 su un totale di 7.896 Comuni italiani sono rinnovabili, con una impennata del solare fotovoltaico: 7.860 i Comuni (+560 rispetto al 2022) che hanno scelto questa fonte pulita, realizzando soprattutto piccoli impianti, portando la potenza totale a 30,2 Gigawatt, ovvero a una crescita media di oltre 5 Gigawatt provenienti da fonti rinnovabili in un solo anno. Tra le grandi città con le maggiori realizzazioni di fotovoltaico nel 2023, Roma, con 4.890 impianti solari e 32,05 Mw di potenza installata, Padova, con 1.918 impianti e 15,03 Mw, e Ravenna (1.519 impianti e 11,07 Mw), che si segnala anche per il Teatro di tradizione Dante Alighieri, nel centro storico, diventatoil primo ad essere alimentato per il 25% da energia solare. Risultati “importanti ma non ancora sufficienti per centrare gli obiettivi 2030”, si legge nel rapporto: “L’Italia con questo ritmo solo nel 2046 – con ben 16 anni di ritardo rispetto al 2030 – raggiungerà il 100% degli obiettivi e riuscirà a soddisfare la quota di 90 Gwdi potenza rinnovabile installata”.

Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali

Buone notizie anche dalle Comunità energetiche rinnovabili e solidali realizzate o in fase di progetto, premiate oggi da Legambiente e dal Gruppo Met per la prima edizione.

Nella categoria “Cers realizzate”, spicca la Comunità energetica rinnovabile Solar Valley – Cers Monferrato, in Piemonte, che distribuisce equamente gli incentivi tra i componenti della comunità formata da ben dieci Amministrazioni comunali. Seconda classificata è CommOn Light di Ferla (Siracusa), dove le entrate generate dalla partecipazione alla Cers supportano i cittadini in condizioni di povertà energetica e finanziano l’installazione di nuovi impianti. Terzo posto per la Cers Tor Fiscale ‘A otto minuti dal sole’, a Roma, 23 famiglie, 2 piccole imprese e un centro per mamme e bambini in difficoltà beneficiano dell’energia fotovoltaica prodotta.

Per la categoria “Cers in progetto”, il primo posto va all’isola di Ventotene (Latina) che mira a diventare completamente autosufficiente e creare nuovi posti di lavoro stabili per i giovani residenti. Seconda classificata è la Cers Stif-One (Sustainable TransitionInnovation Framework n.1) per il recupero della storica centrale idroelettrica nel borgo di Stifone(Narni-Terni), che si doterà sia di energia idrica chefotovoltaica.

Le buone pratiche

Inoltre, Legambiente ha censito 13 buone pratiche che si uniscono alle 326 mappate in questi anni dal Rapporto. Oltre al caso di Ravenna, si segnalano l’impianto di biometano di Ostra (Ancona), che soddisfa il fabbisogno di riscaldamento di circa 3mila abitazioni valorizzando il gas prodotto naturalmente da 32,5 tonnellate di rifiuti organici. Nel Pavese e nel Vercellese si trovano due esempi di fotovoltaico partecipato, sostenuto in parte dalle comunità locali. Si tratta di impianti di energia rinnovabile che, così come nel caso dell’impianto agrivoltaico di Tarquinia (Viterbo), si sono sviluppati nel rispetto della vocazione territoriale locale e, in alcuni casi, come nella zona industriale di Villacidro (provincia del Sud Sardegna), hanno contribuito alla riqualificazione di vecchi e abbandonati siti industriali.

Rinnovabili e le “sette priorità”

In crescita anche l’idroelettrico, presente in 1.971 Comuni (+398 rispetto al 2023) con almeno un impianto, ha visto la costruzione di 72 nuove centrali, di cui una di grandi dimensioni, in 68 Comuni, incrementando la produzione di energia di 30,89 Mw.

Cosa va meglio

L’eolico cresce più lentamente, ma con passo sicuro: i nuovi impianti realizzati nel 2023 sono 101 in 61 Comuni, soprattutto al Sud, tra Puglia Basilicata, Sicilia e Sardegna. L’energia Eolica rimane quindi distribuita in 1.043 Comuni, contribuendo del 7,6% al fabbisogno energetico elettrico del Paese.

In lieve crescita i Comuni che utilizzano impianti a biomassa: 1.680 (+29 rispetto al 2022). Nessun nuovo impianto si registra invece per la geotermia, ma va ricordato che sono già in costruzione quelli a media entalpia già autorizzati.

Il fermento dal basso

Buoni risultati, quindi, ma non sufficienti: “nel Paese c’è un grande fermento che parte dal basso e che vede protagoniste tantissime imprese, spiega l’associazione ambientalista, ma spesso è frenato dalla lentezza degli iter amministrativi, ostacoli normativi e culturali, norme obsolete”. Per questo Legambiente indica al Governo Meloni “sette priorità di intervento per far in modo che le Rinnovabili decollino insieme ai grandi impianti a fonti pulite, trasformando il Paese nell’hub delle Rinnovabili”. Innanzi tutto, un testo unico sulle autorizzazioni per le energie Rinnovabili e una cabina di regia nazionale che sia da riferimento per privati e imprese. Poi la definizione delle aree idonee per gli impianti e l’obbligo di installazione su parcheggi, coperture di supermercati e mercati, ex cave in disuso. E infine la partecipazione dei territori ad un piano per realizzare 90 Gw di nuove installazioni entro il 2030 e la creazione di una nuova norma per fermare gli impedimenti amministrativi.

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