mercoledì, 19 Giugno, 2024
Esteri

Marjorie Taylor Greene difende Jack Teixeira sospettato di aver divulgato i documenti riservati sulla guerra russo-ucraina

Marjorie Taylor Greene, deputata della Georgia alla Camera, scende in campo in difesa di Jack Teixeira, il giovane arrestato in relazione a un’indagine di alto profilo su documenti riservati trapelati. Poche ore dopo l’arresto da parte dell’FBI, la deputata ha elogiato, in un post su twitter, le presunte azioni del ventunenne membro del Massachusetts Air National Guardsman Jack Teixeira, anch’egli georgiano, insinuando che “il vero nemico” fosse il presidente Joe Biden. “Jake Teixeira è bianco, maschio, cristiano e contro la guerra – ha dichiarato la Greene – Questo lo rende un nemico del regime di Biden. Ha detto la verità sulle truppe sul campo in Ucraina e molto altro ancora. Chiediti ora: chi è il vero nemico?”. I commenti della deputata sono in contrasto con quelle di diversi suoi colleghi repubblicani che hanno lodato l’operato dell’FBI e chiesto di appurare le responsabilità per la fuga di notizie. Le autorità federali continuano a indagare. La divulgazione dei documenti hanno esposto l’intelligence statunitense potrebbero aver favorito l’impegno russo in Ucraina e creato forti difficoltà sullo sugli spionaggio a stelle e strisce. Le osservazioni della Greene sono state stigmatizzate dai democratici. David Axelrod, il capo stratega delle campagne presidenziali di Barack Obama, ha definito il tweet di Greene su Teixeira ” veramente pazzo “, mentre il collega alla Camera, Eric Swalwell, l’ha accusata di schierarsi con uno dei “più grandi traditori” del Paese. “Mi dispiace, Marge – ha dichiarato il deputato della California – essere bianco, maschio e cristiano non è una licenza per tradire il proprio Paese e mettere a rischio la vita di migliaia di persone. Ma questa non sarebbe la prima volta che ti schieri dalla parte dei traditori.” Nel 2020, Greene aveva lasciato un messaggio su twitter sostenendo che l’allora presidente Donald Trump avrebbe dovuto perdonare il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange , ricercato con accuse penali dopo la pubblicazione di migliaia di file segreti statunitensi, e Edward Snowden, l’ex appaltatore della National Security Agency che aveva divulgato i programmi di sorveglianza statunitensi.

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