mercoledì, 17 Aprile, 2024
Ambiente

Eni, biocarburante per alimentare i mezzi di Aeroporti di Roma

Un nuovo tassello si aggiunge alla collaborazione tra Eni e Aeroporti di Roma, nell’ambito dell’accordo strategico finalizzato a promuovere iniziative di decarbonizzazione del settore aereo e accelerare il processo di transizione ecologica degli aeroporti. Dalla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, è giunto all’aeroporto di Fiumicino un carico di 5mila litri di biocarburante idrogenato HVO puro.
Un contributo ulteriore alla decarbonizzazione dei mezzi stradali in ambito aeroportuale. Il biocarburante idrogenato HVO viene utilizzato nei mezzi della società ADR Assistance per la movimentazione dei passeggeri a ridotta mobilità in ambito aeroportuale. L’HVO è un biocarburante di elevata qualità di origine vegetale e da scarti, prodotto attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining nelle bioraffinerie Eni di Venezia e Gela.

Grazie alla tecnologia di idrogenazione sono state rimosse tutte le impurezze, quali ossigeno e zolfo e può essere utilizzato puro al 100%:

Inoltre possiede un numero di cetano elevato che permette un’ottima combustione, è privo di aromatici e poliaromatici e consente di abbattere le emissioni di CO2 tra il 60 e il 90% rispetto al carburante tradizionale, in funzione della tipologia di carica biogenica. L’accordo tra Eni e ADR è già attivo per le forniture di carburanti sostenibili alternativi per l’aviazione prodotti nella raffineria Eni a Taranto tramite processo di co-feeding, co-alimentando gli impianti convenzionali con quote allo 0,5% di oli alimentari usati e di frittura. Lo scalo di Fiumicino, primo polo aeroportuale italiano, ha ottenuto come primo aeroporto in Europa la più alta certificazione Airport Carbon Accreditation 4+ “Transition” di ACI Europe sulla riduzione di CO2. Entro qualche mese la produzione di SAF Eni avrà una progressione con l’avvio della lavorazione nella raffineria Eni a Livorno, tramite distillazione di bio- componenti prodotti nelle bioraffinerie Eni. Le materie prime utilizzate saranno esclusivamente di scarto, oli vegetali esausti e grassi animali, pertanto il prodotto, denominato “Eni Biojet”, conterrà il 100% di componente biogenica e potrà essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale fino al 50%.

 

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