sabato, 16 Ottobre, 2021
Società

Riciclo della carta in Italia: 87% in anticipo sull’Europa

Dal rapporto annuale del Consorzio nazionale COMIECO, che si occupa del recupero e del riciclo degli imballaggi a base cellulosica, arriva la buona notizia che l’Italia ha anticipato di dieci anni gli obiettivi prefissati dalle istituzioni europee per quanto riguarda il riciclo di carta e cartone, raggiungendo nel 2020 un tasso dell’87,3%. Una pratica consolidata che le amministrazioni comunali, insieme al sistema consortile, è riuscita a mantenere anche in tempi di pandemia in cui il ricorso all’e-commerce e alla delivery sono nettamente aumentati insieme al volume degli imballaggi.

Il Sud più virtuoso del Nord

Anche il comportamento degli italiani nei confronti della differenziata sembrerebbe tendere verso una quotidianità, mentre resta carente il trattamento successivo dei rifiuti. Nel 2020 sono state raccolte 3,5 milioni di tonnellate di carta e cartone. Nonostante ci sia stato un lieve decremento rispetto al 2019, i dati sulla raccolta differenziata risultano essere stabili e in aumento nelle regioni del Sud del Paese che registrano un +4%. Il Mezzogiorno, grazie a questo incremento, si avvicina alla media nazionale in termini di recupero di carta e cartone. Il Centro è in leggero calo (-2% sul 2019), il Nord segnala, invece, un -0,6%. Secondo Alberto Marchi, neopresidente di Comieco “A livello di quantità di tonnellate raccolte l’Italia è ben messa, bisogna lavorare di più sulla qualità e sulla valorizzazione del rifiuto in modo da rendere maggiormente efficace lo smaltimento”.

La raccolta differenziata va bene, meno il lo smaltimento e il riciclo

L’84% dei comuni italiani ha aderito al sistema COMIECO-Conai e il 93% degli italiani risulta essere coperto da almeno un accordo strutturale. Questo ha permesso all’Italia di diventare in pochi anni un mercato, non solo autosufficiente, ma addirittura esportatore di macero, grazie a un investimento di circa 151 milioni di euro nei servizi di raccolta. Per i Comuni, grazie al nuovo accordo Anci-Conai (2020-2024), ha rappresentato una entrata di 20 milioni di euro in più rispetto al 2019. Quello che manca ancora è una politica strategica sul trattamento qualitativo del rifiuto. “Nei principali centri urbani – spiega Carlo Montalbetti, direttore generale COMIECO – la qualità della raccolta differenziata non è ancora soddisfacente. Soltanto Milano ha numeri positivi. Roma, Palermo e Napoli devono recuperare terreno così da raggiungere standard qualitativi ottimali. Bisogna lavorare, dunque, su alcuni punti salienti: la decarbonizzazione dell’industria, lo sviluppo di nuove filiere alternative, la digitalizzazione dei processi di raccolta e di smaltimento e l’ottimizzazione della logistica dei rifiuti cartacei. Il Pnrr può essere decisivo al fine del raggiungimento di questi nuovi obiettivi, uno strumento che deve inoltre dare uno slancio all’industria emergente degli imballaggi compositi, un comparto in crescita che produce contenitori composti da più materiali”.

Sponsor

Articoli correlati

Ponte Stretto, Giovannini: “Prima fase fattibilità entro primavera 2022”

Angelica Bianco

Necessario un riesame della Missione 4: Scuola. I sindacati: chiarimenti sul Pnrr 

Giulia Catone

Riforma del fisco. Lunga lista dei reati fiscali: meno privacy, più controlli

Maurizio Piccinino

Lascia un commento