Per mezz’ora, giovedì, internet a Taipei e in altre sei località taiwanesi ha rallentato fino a 256 Kbps, una velocità che consente a malapena lo scambio di messaggi testuali. Non si è trattato di un guasto, ma dell’ultima fase delle esercitazioni Han Kuang, i più importanti test annuali di difesa dell’isola, pensati per simulare una risposta a un’eventuale invasione cinese. Il presidente Lai Ching‑te ha chiesto scusa ai cittadini per il disagio, definendo il rallentamento “un’esercitazione necessaria”. Quest’anno Taiwan ha intensificato la componente civile dei test: non solo riservisti, ma anche amministrazioni locali e infrastrutture urbane sono state coinvolte in scenari realistici.
In passato, le simulazioni di resilienza urbana erano quasi invisibili; ora, invece, stazioni della metro chiuse, passeggeri trattenuti per 30 minuti e ospedali costretti a trasferire operazioni critiche in strutture sotterranee fanno parte del nuovo approccio. Alla stazione metro di Taipei, il turista hongkonghese Allen Hsieh ha raccontato di aver trovato l’esercitazione “convincente”: “Non mi ha causato alcun disagio. So che Taiwan deve prepararsi, vista la situazione.”
Le esercitazioni arrivano in un momento di tensione crescente. La Cina rivendica Taiwan come parte del proprio territorio e invia quotidianamente aerei militari, navi della Guardia Costiera e altre unità verso l’isola. Tra mercoledì e giovedì mattina, il ministero della Difesa taiwanese ha registrato 18 velivoli militari cinesi e 11 navi attive attorno all’isola.
Il rallentamento della rete mobile è stato progettato per simulare un attacco alle telecomunicazioni, uno dei primi obiettivi in un conflitto moderno. Le compagnie hanno ridotto la velocità a 256 Kbps, ben lontana dal 5G disponibile nelle principali città. Parallelamente, le autorità hanno testato la capacità di gestire evacuazioni, chiusure di infrastrutture e trasferimenti medici in condizioni di emergenza.





