Giovedì gli Stati Uniti hanno registrato la prima tripla esecuzione in 16 anni, con tre detenuti giustiziati a poche ore di distanza in Oklahoma, Tennessee e Alabama. Tutti tramite iniezione letale, secondo quanto riportato da USA Today. Di norma, negli Stati Uniti si esegue una sola condanna a morte al giorno; tre nello stesso arco di tempo sono “molto insolite”, ha spiegato Robin Maher, direttrice del Death Penalty Information Center.
Gli esperti sottolineano che simili coincidenze non rispondono a una pianificazione, ma a casualità amministrative. La prima esecuzione è avvenuta in Oklahoma, dove Carlos Cuesta‑Rodriguez, 77 anni, è stato dichiarato morto alle 10:13.
Condannato per l’omicidio della compagna Olimpia Fisher nel 2003, aveva chiesto clemenza solo per negarla a sé stesso: “Dovete credere che merito di soffrire. È ora che io paghi per quello che ho fatto”, aveva detto alle figlie della vittima. Mezz’ora dopo, in Tennessee, è stato giustiziato Anthony Hines, 66 anni, per l’omicidio di Catherine Jean Jenkins, madre di quattro figli, uccisa nel 1985 mentre lavorava in un motel. Hines ha sempre negato di averla uccisa, pur ammettendo di averle rubato l’auto e il denaro.
La terza esecuzione, in Alabama, ha riguardato Jeremy Williams, 42 anni, condannato per il rapimento, stupro e omicidio della piccola Kamarie Holland, 5 anni, nel 2021. Williams, che aveva rifiutato ogni appello, è stato dichiarato morto alle 18:16. Il caso, tra i più atroci degli ultimi anni, ha coinvolto anche la madre della bambina, Kristy Siple, condannata a 20 anni per tratta di minori.
L’ultima tripla esecuzione risaliva al 7 gennaio 2010, quando Ohio, Texas e Louisiana giustiziarono tre detenuti nello stesso giorno. Il mese scorso, la Florida aveva già riacceso il dibattito con una doppia esecuzione: l’ex agente James Duckett, condannato per l’omicidio di una bambina di 11 anni, e Dominick Occhicone, 80 anni, il più anziano giustiziato nella storia dello stato.





