Dalla verifica successiva alla prevenzione: è questo il cambio di paradigma nella lotta alle frodi sul welfare illustrato da Alessandro Romano, Direttore centrale Internal Audit, Risk Management, Compliance e Antifrode dell’INPS, nel corso di un approfondimento su MilanoFinanza con il direttore Sommella.
“Recuperare somme già erogate, spiega Romano, è spesso difficile e poco efficace, soprattutto nei confronti di soggetti incapienti. Per questo l’Istituto ha progressivamente spostato il baricentro dei controlli verso l’interoperabilità tra le banche dati delle amministrazioni pubbliche, trasformando ogni schema fraudolento individuato in un presidio capace di impedirne la reiterazione”.
I numeri confermano la validità del metodo. L’incrocio tra le dichiarazioni ISEE corrente e gli archivi reddituali ha recentemente portato alla revoca di 27.835 domande di Reddito di cittadinanza nelle quali erano stati omessi redditi rilevanti, mentre i controlli sui requisiti soggettivi ostativi, condotti insieme al Ministero della Giustizia, hanno riguardato 5.767 domande. Sul fronte del recupero delle somme indebitamente erogate, che si aggira complessivamente sul miliardo e mezzo già certificato nei bilanci dell’Istituto, le riscossioni hanno registrato una crescita costante: nel triennio 2021-2023 sono state recuperate complessivamente 250,6 milioni di euro, passando da 40 milioni nel 2021 a 135 milioni nel 2023.
Proprio dall’esperienza sui controlli ISEE è nato il Cruscotto ISEE Corrente, sviluppato dalla Direzione centrale Antifrode e operativo da gennaio 2026: individua le Dichiarazioni Sostitutive Uniche con potenziali omissioni reddituali prima ancora della liquidazione delle prestazioni collegate.
“L’incrocio dei dati ci consente di prevenire le frodi e di salvaguardare le risorse pubbliche“, dichiara Romano a MilanoFinanza. “Il nostro lavoro parte da un’ipotesi di rischio, la verifica sui dati e, quando risulta fondata, la trasforma in un controllo preventivo. È quanto avvenuto con l’ISEE corrente: dall’analisi delle domande di Reddito di cittadinanza è nato uno strumento stabile, capace di impedire l’erogazione di prestazioni in presenza di redditi non dichiarati”.
“Non ci limitiamo a tentare di recuperare ciò che è già stato indebitamente pagato, ma impediamo che la stessa frode possa ripetersi”, aggiunge il direttore centrale. “Un euro non erogato indebitamente vale molto più di dieci euro che si tenta di recuperare a distanza di anni. Difendere l’integrità del sistema significa proteggere le risorse destinate a chi ne ha effettivamente diritto“.
Romano guarda anche oltre i confini nazionali: la libera circolazione dei lavoratori, sottolinea, non è stata accompagnata da un’analoga circolazione delle informazioni, aprendo spazi alle frodi transnazionali. Da qui l’accordo bilaterale antifrode con France Travail, il primo del suo genere in Europa, fondato sullo scambio massivo di dati e sulla condivisione di scenari di rischio e presentato alla Commissione europea; un modello che l’INPS sta ora estendendo a tutti i paesi europei partendo da Spagna e Paesi Bassi. Sul piano operativo, la strategia si appoggia alla piattaforma Sibilla realizzata grazie a fondi europei, che integra dati aziendali e reddituali attraverso indicatori compositi di rischio e il cui utilizzo verrà a breve estesa ai poli regionali per rendete sempre maggiore la capacità di analisi anche sul territorio.





