Il prezzo del diesel ha superato quota 2,18 euro al litro, mentre la benzina si avvicina ai 2 euro. Confimprenditori torna a lanciare l’allarme sui rincari e sulle conseguenze per le aziende, in una fase nella quale il Governo cerca risorse in un bilancio già sottoposto a forti pressioni. L’associazione, che rappresenta oltre 360 mila imprese in Italia, sostiene che l’aumento dei carburanti non costituisca più un semplice disagio, ma un peso capace di compromettere la continuità delle attività produttive.
“Per le imprese che rappresentiamo non si tratta di un disagio, ma di una condanna a rate”, afferma Confimprenditori in una nota.
Costi
Il Presidente Stefano Ruvolo sottolinea che ogni incremento alla pompa si riflette in tempi rapidi sui costi di trasporto, produzione e distribuzione. Secondo Ruvolo, il problema ha ormai superato il tema della competitività e riguarda direttamente la sopravvivenza di molte aziende. “Molte delle nostre imprese hanno i giorni contati e il Governo, invece di intervenire, sembra limitarsi a gestire l’agonia”, dichiara il Presidente. Ruvolo chiude con un giudizio netto: “Non è una crisi, è un’eutanasia annunciata”.





