Il mercato dei permessi di costruire apre il 2026 con una frenata nel comparto residenziale e con un recupero dell’edilizia non residenziale. Secondo la Statistica flash diffusa dall’Istat, nel primo trimestre dell’anno, al netto dei fattori stagionali, il numero di abitazioni autorizzate nei nuovi fabbricati residenziali cala del 9,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la superficie utile abitabile scende del 5,5%. In controtendenza il settore non residenziale, che registra un aumento congiunturale del 2,6%. In valori assoluti la stima destagionalizzata indica 12.555 abitazioni nei nuovi fabbricati residenziali.
La superficie utile abitabile supera di poco 1,12 milioni di metri quadrati, mentre quella della nuova edilizia non residenziale si colloca poco sotto i 2,52 milioni di metri quadrati. Il dato segna quindi un arretramento dopo due trimestri di crescita per il residenziale: nel terzo trimestre 2025 le abitazioni erano aumentate del 6,6% e nel quarto del 5,3%, prima della flessione registrata nei primi tre mesi del 2026.
Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente mostra un quadro meno netto. Nei dati grezzi, il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali risulta quasi stabile, con una diminuzione dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2025. La superficie utile abitabile cresce invece del 4,4%, attestandosi a 1.115.679 metri quadrati. Per la nuova edilizia non residenziale l’incremento tendenziale raggiunge il 12,5%, con una superficie pari a 2.363.441 metri quadrati.
Altri numeri
L’Istat precisa però che la crescita del non residenziale su base annua risente del confronto con una stima particolarmente contenuta nel primo trimestre del 2025. Nei primi tre mesi dello scorso anno, infatti, la superficie della nuova edilizia non residenziale era pari a 2.100.839 metri quadrati e segnava un calo dell’11,5% rispetto all’anno precedente. Nel complesso del 2025, sempre secondo i dati grezzi, le abitazioni autorizzate erano state 51.908, in diminuzione del 6,1%; la superficie utile abitabile aveva raggiunto 4.468.033 metri quadrati, con un calo del 3,7%, mentre la superficie non residenziale si era fermata a 9.943.710 metri quadrati, in flessione del 4,2%.





