Mercoledì all’alba, il Brigham and Women’s Hospital di Boston è diventato l’epicentro del più grande sciopero infermieristico nella storia del Massachusetts. Migliaia di infermieri hanno incrociato le braccia, denunciando condizioni salariali ferme da mesi e un negoziato che, secondo il sindacato, non si è mai mosso davvero. La direzione dell’ospedale ha assicurato che l’assistenza ai pazienti non verrà compromessa: sono stati assunti 1.300 infermieri sostitutivi per coprire i turni dei prossimi cinque giorni. Lo sciopero ufficiale dura solo 24 ore, ma gli infermieri resteranno bloccati fuori fino a lunedì, perché i sostituti sono stati contrattualizzati per l’intera settimana.
La protesta ha paralizzato il quartiere medico di Longwood. Il nodo centrale è il salario. Il sindacato Massachusetts Nurses Association accusa l’ospedale di proporre aumenti pari a zero. La direzione ribatte che gli infermieri del Brigham sono “tra i meglio pagati del Paese”, con una media di 147.000 dollari l’anno, e che la proposta mantiene un incremento del 5% previsto dalla scala retributiva. Una distanza che, dopo mesi di trattative, sembra ancora insormontabile. Secondo il sindacato, alcuni infermieri della terapia intensiva neonatale sarebbero stati trattenuti oltre il turno “per motivi di sicurezza dei pazienti”, con ascensori bloccati per impedirne l’uscita. La protesta non riguarda solo il Brigham. Più di 450 operatori sanitari domiciliari del Mass General Brigham hanno scioperato a Braintree, denunciando 15 mesi di trattative senza progressi.
Chiedono limiti al carico di lavoro, parametri di produttività chiari e aumenti salariali che permettano di trattenere personale esperto. Gli infermieri torneranno a tentare l’ingresso giovedì alle 7:00, ma prevedono di essere respinti. Il picchetto proseguirà 24 ore su 24 fino alla fine del blocco, prevista per lunedì 13 luglio. Lo sciopero degli operatori domiciliari terminerà il 15 luglio.





