Mentre cresce l’allarme per la sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la guerra aerea tra Russia e Ucraina ha registrato uno dei più vasti attacchi di droni mai lanciati da Kiev e una serie di raid di Mosca che hanno provocato almeno dieci morti nella regione di Kharkiv. Secondo il ministero della Difesa russo, nella notte sono stati intercettati 791 droni ucraini sopra 15 regioni della Federazione, la Crimea occupata e le acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha riferito che 620 velivoli erano diretti verso la capitale e la sua regione, 180 dei quali abbattuti. I dati forniti da Mosca non sono verificabili indipendentemente, ma descrivono un’offensiva di dimensioni eccezionali.
Nella regione di Mosca almeno tre persone, tra cui una bambina di dieci anni, sono rimaste ferite. Un drone ha colpito anche un magazzino del colosso russo dell’e-commerce Wildberries, mentre altri edifici, abitazioni, negozi e una centrale elettrica sono stati danneggiati. Kiev ha annunciato che proseguirà anche a settembre la campagna di attacchi in profondità contro infrastrutture energetiche, basi e nodi logistici russi.
Colpita una petroliera nel Mar Nero
Nel Mar Nero è stata inoltre colpita la Skiros, petroliera Suezmax carica di circa un milione di barili di greggio russo vicino al terminal del Caspian Pipeline Consortium di Novorossiysk. Non risultano feriti né danni gravi. Il caso è particolarmente delicato dopo che Washington aveva chiesto a Kiev di evitare attacchi contro petroliere di Paesi terzi e contro le infrastrutture utilizzate per esportare petrolio kazako.
Mosca ha intanto avvertito Londra di possibili “conseguenze” dopo le notizie sull’impiego di droni di fabbricazione britannica negli attacchi ucraini in Russia. Il premier britannico Andy Burnham ha replicato che il Regno Unito continuerà a sostenere Kiev “al 100%”: “Non siamo amici soltanto nei momenti felici”. Londra prevede di fornire all’Ucraina 150mila droni entro la fine dell’anno nell’ambito di un pacchetto da 752 milioni di sterline.
Raid su Kharkiv
Sul fronte opposto, dieci persone sono state uccise e almeno 18 ferite a Pechenihy, nella regione nordorientale di Kharkiv, dove due missili da crociera russi Banderol hanno colpito, secondo la Procura ucraina, un incrocio nel centro dell’abitato. Danneggiati dieci edifici residenziali, un bar, un ufficio postale, cinque negozi e 15 automobili. “Risponderemo sicuramente a questo attacco russo”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky, chiedendo agli alleati di aumentare la pressione su Mosca. Nella notte precedente la Russia aveva inoltre lanciato almeno 147 droni contro l’Ucraina, 111 dei quali sarebbero stati neutralizzati dalle difese di Kiev.
Nella regione di Zaporizhzhia le autorità ucraine hanno denunciato 1.158 attacchi contro 59 località nell’arco di 24 ore, con due morti e quattro feriti. L’avanzata russa ha spinto Kiev a ordinare l’evacuazione delle famiglie con bambini da 16 località della vicina regione di Dnipropetrovsk: il provvedimento riguarda circa 2.200 minori. Sul terreno Mosca ha inoltre rivendicato la conquista di Krasnopodillia e Orikhuvatka, nel Donetsk. Il progetto ucraino DeepState continuava però ieri a indicare entrambe le località sotto controllo di Kiev, pur confermando avanzamenti russi nelle aree circostanti.
Allarme Zaporizhzhia
Allarme anche alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe dal 2022. L’Aiea ha riferito che un drone è esploso verso le 6 a una fermata utilizzata dal personale dell’impianto, provocando un morto e diversi feriti. Il direttore della centrale lo ha definito “il peggior evento che l’impianto abbia affrontato”. Non è stata attribuita ufficialmente la responsabilità dell’attacco.
Usa, Nato e Ue rafforzano il sostegno a Kiev
Sul fronte occidentale pesa la carenza di difese aeree ucraine. Secondo la CNN, Kiev avrebbe quasi esaurito gli intercettori Patriot, mentre i missili balistici russi continuano a colpire il Paese. La Nato monitora inoltre l’espansione delle basi russe per droni a lungo raggio e ha previsto nuovi investimenti nelle capacità antidroni. Prosegue anche il sostegno dell’Ue, che ha predisposto un prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-2027 e approvato a luglio il 21° pacchetto di sanzioni contro Mosca.





