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Nuovi raid Usa sull’Iran, Teheran colpisce basi americane nel Golfo

giovedì, 9 Luglio 2026
1 minuto di lettura

Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro l’Iran, colpendo circa 90 obiettivi militari. Teheran ha risposto rivendicando attacchi con missili e droni contro basi e infrastrutture americane in Kuwait, Qatar e Bahrein. L’escalation arriva nel giorno della sepoltura dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei a Mashhad, dopo sei giorni di cerimonie funebri tra Iran e Iraq.

Secondo il Comando centrale americano, gli attacchi dell’8 luglio hanno preso di mira sistemi di difesa aerea, depositi di missili e droni, radar costieri e altre infrastrutture militari. Washington parla di una rappresaglia per gli attacchi contro tre navi mercantili nello Stretto di Hormuz, attribuiti all’Iran. La notte precedente gli Stati Uniti avevano già colpito circa 80 obiettivi, tra cui oltre 60 motoscafi delle Guardie della Rivoluzione.
Donald Trump ha minacciato una risposta ancora più dura se Teheran continuerà a colpire. “Ogni volta che ci colpiscono, noi li colpiamo venti volte”, ha detto sull’Air Force One. Poi ha riferito che l’Iran avrebbe contattato Washington per un accordo, ma ha aggiunto: “Non so se vale la pena. Non so se lo rispetteranno”.

La risposta iraniana

L’Iran accusa gli Stati Uniti di usare un “falso pretesto” per giustificare i bombardamenti e denuncia una “chiara violazione” del cessate il fuoco. Secondo il ministero della Salute iraniano, i raid americani degli ultimi due giorni hanno causato 14 morti e 78 feriti in cinque province. Vittime sono state segnalate ad Ahvaz e Iranshahr, esplosioni anche a Bandar Abbas e alla periferia di Bushehr.

La risposta iraniana ha colpito, secondo Teheran, sistemi Patriot in Kuwait, un’antenna satellitare di allerta precoce in Qatar e depositi di carburante dell’esercito statunitense in Bahrein. I pasdaran hanno indicato anche le basi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait e quelle di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein. Kuwait e Bahrein hanno confermato l’attivazione delle difese aeree e l’intercettazione di missili e droni.

Hormuz fermo

Lo Stretto di Hormuz resta quasi fermo. Secondo Bloomberg, citata da Al Jazeera, dopo due giorni di raid americani il traffico marittimo è crollato: ieri sarebbero passate solo 14 navi mercantili, contro una media di 34 al giorno nelle tre settimane successive all’accordo provvisorio tra Washington e Teheran.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore con gli Stati Uniti, ha avvertito: “Lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”.

La sepoltura di Khamenei

Intanto la salma di Khamenei è arrivata a Mashhad, sua città natale, per la sepoltura nel santuario dell’Imam Reza. Le autorità locali attendono una partecipazione di massa: il governatore Hassan Hosseini ha parlato di 15 milioni di persone. Il trasferimento del feretro era stato rallentato anche dagli attacchi alla linea ferroviaria Teheran-Mashhad, che Teheran ha definito “un crimine di guerra”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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