Droni ucraini hanno colpito nella notte depositi petroliferi nelle regioni russe di Stavropol e Tver, causando secondo i media problemi di carburante. A Stavropol il governatore Vladimir Vladimirov ha confermato un incendio in un “impianto industriale” vicino a Mikhailovsk, nell’area di un centro logistico per gasolio e benzina, con evacuazioni disposte dalle autorità. Fiamme anche al terminal petrolifero di Tver, 300 chilometri a nord-ovest di Mosca, e su due petroliere nella baia di Taganrog.
Mosca afferma di avere intercettato 73 droni in una ventina di regioni e sui mari Nero e d’Azov.
Sul terreno, le autorità ucraine denunciano sette civili uccisi dagli attacchi russi nelle ultime 24 ore: quattro nella regione di Donetsk, tra Druzhkivka e Kramatorsk, e tre nel Kherson, dove ci sono anche almeno 19 feriti. Un civile è morto anche in Crimea, secondo il governatore filorusso Serghei Aksyonov, in un attacco di droni ucraini su Dzhankoi.
Il vertice Nato
I raid arrivano mentre ad Ankara, al vertice Nato, Donald Trump ha incontrato Volodymyr Zelensky. Secondo Kiev, i due hanno discusso di “idee per avvicinare la pace” e di difesa aerea. L’Ucraina potrà produrre sistemi Patriot, una svolta considerata cruciale dopo settimane di bombardamenti russi con droni e missili balistici.
Mosca ha condannato le decisioni dell’Alleanza definendole “irresponsabili”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito che la Russia è pronta a una soluzione politica, ma ha “capacità sufficienti” per continuare quella che definisce “operazione militare speciale”.
Putin punta a intensificare
Secondo Reuters, che cita tre fonti vicine al Cremlino, Vladimir Putin starebbe respingendo gli appelli a negoziare. Due fonti sostengono che il Presidente russo sia orientato a intensificare la guerra nei prossimi mesi; una ha parlato di probabilità “elevata” di escalation.
Putin, secondo le stesse fonti, resta concentrato sull’obiettivo di conquistare il resto del Donbass e avrebbe respinto ipotesi di compromesso basate su un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte. Kiev sostiene da mesi che Mosca si stia preparando a nuove operazioni, non a una trattativa.
Militari russi espulsi da Roma
Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, indicati come responsabili di attività di spionaggio emerse in un’inchiesta della Procura di Roma. “Mosca continua a utilizzare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia”, ha dichiarato Tajani.





