La Russia alza di nuovo il tono dello scontro con l’Occidente. Vladimir Putin ha accusato i Paesi della NATO di non limitarsi più a sostenere Kiev, ma di prepararsi apertamente a una guerra contro Mosca. Parlando ai diplomati degli istituti militari, il presidente russo ha sostenuto che l’aumento dei bilanci della difesa in Europa serve a giustificare una “militarizzazione radicale” fondata, a suo dire, sulla falsa minaccia russa. “Siamo pronti a reagire tempestivamente e in modo adeguato a qualsiasi minaccia interna ed esterna”, ha detto.
Il messaggio arriva nel pieno della tensione sul fronte bielorusso. Secondo il Cremlino, Putin e Aleksandr Lukashenko hanno discusso l’ultimatum di Volodymyr Zelensky sui ripetitori che, secondo Kiev, sarebbero usati dalla Bielorussia per guidare i droni russi contro le città ucraine. L’Ucraina ha minacciato di neutralizzarli se Minsk non li rimuoverà. Mosca parla di minaccia alla sovranità bielorussa. Lavrov ha richiamato il trattato di sicurezza tra Russia e Bielorussia e ha detto che Mosca è pronta a usare “tutte le misure previste” per proteggere l’alleato.
Sul piano diplomatico, Lavrov ha riaffermato che la Russia è pronta a riprendere i negoziati con Kiev “in qualsiasi momento”. L’apertura resta però senza cambiamenti sostanziali. Mosca non ha ritirato la richiesta di ottenere il controllo delle parti del Donbass ancora difese dall’esercito ucraino, condizione respinta da Kiev. Il ministro russo ha accusato anche gli Stati Uniti di essersi allontanati dal ruolo di “mediatore imparziale” e di seguire la linea delle sanzioni. L’Ue, secondo Lavrov, non può presentarsi come interlocutore neutrale perché punta alla sconfitta della Russia.
La replica di Bruxelles
Da Bruxelles è arrivata una risposta netta. “Quando si tratta della Russia, le parole costano sempre molto poco”, ha detto la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper. Secondo la Commissione, Mosca non mostra alcun segnale reale di voler entrare in un processo di pace credibile. L’Ue insiste quindi su sanzioni e sostegno a Kiev, chiedendo un cessate il fuoco pieno e incondizionato e una pace fondata sull’integrità territoriale ucraina.
Attacchi e crisi del carburante
Intanto continuano gli attacchi. Le autorità ucraine hanno denunciato raid russi nelle regioni di Zaporizhzhia, Sumy e Kharkiv, con almeno sei feriti. A Kryvyi Rih un attacco missilistico ha provocato morti e decine di feriti secondo fonti locali. La Russia, a sua volta, ha riferito l’abbattimento di decine di droni ucraini e ha attribuito a Kiev l’attacco contro un impianto nella regione di Voronezh, con cinque morti secondo le autorità russe.
La campagna ucraina contro infrastrutture energetiche e logistiche russe produce effetti sempre più visibili. Gli attacchi alle raffinerie sono aumentati dall’inizio del 2026 e la crisi del carburante si è estesa dalla Crimea occupata a regioni siberiane come Omsk e Novosibirsk, dove le autorità hanno introdotto o preparano limiti alla vendita di benzina e diesel. Putin accusa Kiev di voler destabilizzare la società russa. L’Ucraina sostiene invece di colpire fonti essenziali del finanziamento bellico di Mosca.





