L’Unione europea deve presentarsi compatta di fronte alle grandi sfide internazionali, a partire dal conflitto tra Ucraina e Russia. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della colazione di lavoro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri, organizzata in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Secondo quanto si apprende, il Capo dello Stato ha sottolineato come sia “molto opportuno che l’Unione europea – nei confronti dell’Ucraina e della Russia – si presenti con una voce sola”. Nel corso dell’incontro, Mattarella ha inoltre ascoltato la relazione del ministro della Salute Orazio Schillaci sull’emergenza Ebola ed è stata fissata al 23 ottobre la Conferenza sulla droga che si terrà a San Patrignano.
Sul tema della rappresentanza europea nei possibili percorsi diplomatici per la pace tra Mosca e Kiev è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. A margine di un convegno alla Luiss dedicato alla sicurezza nel Mediterraneo allargato, il titolare della Farnesina ha ribadito la necessità di una posizione comune dell’Unione.
Non decide Putin
Serve una persona che parli a nome di tutta l’Unione europea, poi si deciderà chi: non lo decide Putin e non lo decidono neanche due Paesi da soli. Lo decide tutta l’Unione europea. Non si va a parlare in due, tre o quattro. Ci deve essere una persona che rappresenta tutti”, ha dichiarato Tajani. Nel dibattito politico che precede il vertice europeo è intervenuto anche il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, durante le Comunicazioni del Presidente del Consiglio a Montecitorio. Rampelli ha ribadito il sostegno all’Ucraina e alle iniziative volte a favorire una soluzione pacifica del conflitto, indicando come priorità anche il percorso di adesione all’Unione europea di Kiev e della Moldavia.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, è inoltre giunto il momento di accelerare l’allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, area nella quale, ha sostenuto, continua ad agire la propaganda russa. Rampelli ha ricordato che i premier di Serbia e Albania si sono detti disponibili, in una prima fase, a rinunciare al diritto di veto e che le riforme richieste sarebbero state realizzate, auspicando quindi un ampliamento dell’Unione per rendere “più grande e più forte l’Europa”. Il Vicepresidente della Camera ha inoltre rivendicato l’azione del governo in materia di politica estera e gestione dei flussi migratori. Tra i punti evidenziati figurano il progetto della cosiddetta ‘Via del Cotone’, il Piano Mattei per la cooperazione con l’Africa e le misure adottate per contrastare l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani.





