Leone XIV ha rivolto ieri da Castel Gandolfo un nuovo appello per la pace in Medio Oriente, con parole dedicate soprattutto alla tutela dei civili e alla necessità di riaprire i canali diplomatici. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha espresso forte apprensione per l’intensificarsi delle operazioni militari che hanno riportato violenza e distruzione in vaste aree della regione e hanno aggravato la carenza di acqua potabile ed elettricità. Da qui l’invito rivolto a tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a tornare al confronto, con l’obiettivo di creare in tempi rapidi le condizioni per una pace stabile.

Il Papa ha riservato un passaggio specifico alla Terra Santa, dove ha denunciato il perdurare e l’inasprirsi degli scontri, con nuove vittime tra i civili in Cisgiordania e a Gaza. E quindi ha chiesto che riprendano i negoziati per una soluzione politica equa, fondata sulla pari dignità e sugli stessi diritti di ogni persona. Ha inoltre sollecitato il rifiuto di nuove iniziative militari e di decisioni unilaterali, in particolare quando mettono in discussione il rispetto e lo status quo dei luoghi santi delle diverse religioni.
Il richiamo alla pace ha accompagnato anche il ricordo del nuovo beato Elia Hoayek, patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. Il Santo Padre lo ha indicato come figura di dialogo, speranza e responsabilità, capace di incidere nella vita ecclesiale, sociale e politica del Libano. Prevost ha affidato alla sua intercessione i fedeli maroniti e l’intero popolo libanese, con l’auspicio che il Paese possa ritrovare stabilità e concordia.
Tra incendi e gli anziani
Dopo la preghiera mariana il Vescovo di Roma ha manifestato vicinanza anche alle popolazioni colpite dagli incendi che hanno interessato diverse località della Francia e della Spagna. Ha invitato i fedeli a pregare per le persone coinvolte e per i soccorritori impegnati sul campo. Nello stesso momento ha ricordato la sesta Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, dedicata alle parole del profeta Isaia “Io invece non ti dimenticherò mai”. Leone XIV ha ringraziato per il contributo che gli anziani offrono alla Chiesa e alla società e ha chiesto maggiore rispetto, attenzione e assistenza.
Nella riflessione dell’Angelus il Papa aveva posto al centro il mistero del Regno di Dio, richiamato nel Vangelo attraverso le immagini della perla e del tesoro. L’incontro con il Regno, ha spiegato, non riduce la vita ma la apre a possibilità nuove, perché ciò che appare rinuncia può trasformarsi in un guadagno. Il Pontefice ha sottolineato che Dio si lascia incontrare su strade diverse e chiama uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi, a un rinnovamento profondo. La Chiesa, in questa prospettiva, diventa una comunità di persone differenti per origine, cultura, competenze e responsabilità, ma unite in Cristo.
Leone XIV ha poi messo in guardia dalla logica dei consumi, che crea bisogni continui e propone risposte incapaci di saziare. Per il Papa occorre riconoscere ciò che conta davvero: la relazione con Dio e i legami con gli altri. Da qui l’invito a chiedere il dono del discernimento, cioè la capacità di distinguere la “perla di grande valore” e il tesoro per il quale vale la pena cambiare vita.
Prima di congedarsi, il Papa ha salutato i pellegrini presenti a Castel Gandolfo, tra i quali bambini ucraini ospitati a Nocera Superiore, adolescenti, giovani provenienti dal Belgio, membri di associazioni cattoliche e allievi carabinieri. Un pensiero è andato anche alla processione della Madonna ‘fiumarola’.
Festival Halleluya
Un altro messaggio è stato destinato ai giovani riuniti a Fortaleza, in Brasile, per il Festival Halleluya 2026. Nel video intervento Leone XIV ha espresso gioia per un’iniziativa che, attraverso musica, lode e adorazione, ha prodotto nel tempo confessioni, conversioni e vocazioni. Ha elogiato l’entusiasmo dei partecipanti e li ha incoraggiati a conservare la forza missionaria necessaria per portare il Vangelo in un mondo che, a suo giudizio, ne ha ancora bisogno. Il Pontefice ha ricordato che l’entusiasmo di un evento può diminuire con il passare dei giorni e ha indicato nella preghiera lo strumento per mantenere viva la fede: “Non abbiate paura di Cristo”, ha ribadito, perché chi si affida al Salvatore non perde nulla, ma riceve molto di più. Ai giovani ha proposto l’esempio di San Carlo Acutis, soprattutto nel rapporto con la tecnologia.
Social network e Intelligenza Artificiale, ha osservato, richiedono misura e disciplina, poiché possono trascinare in una realtà dominata dall’apparenza, dall’effimero e dall’inganno. In chiusura Prevost ha invitato i ragazzi a trasformare la giovinezza in una forza di evangelizzazione e a diventare «pietre vive» nella costruzione della città della pace. La benedizione apostolica ai partecipanti e agli organizzatori del Festival ha concluso un messaggio che ha unito fede, responsabilità personale e impegno per una società capace di opporsi alla violenza e alla divisione.





