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Colombia al voto tra paura, polarizzazione e un ballottaggio ormai inevitabile

domenica, 31 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Domenica milioni di colombiani torneranno alle urne per un’elezione presidenziale che si preannuncia decisiva e segnata da una profonda frattura politica. Nessuno dei 14 candidati sembra in grado di superare il 50% necessario per vincere al primo turno: il Paese si avvia così verso un ballottaggio il 21 giugno, quasi certamente tra Iván Cepeda, erede della sinistra di governo, e Abelardo de la Espriella, avvocato di estrema destra che ha modellato la propria immagine su Donald Trump e Nayib Bukele. La terza candidata, la conservatrice Paloma Valencia, appare ormai staccata.

I sondaggi confermano un testa a testa serrato: rilevazioni recenti collocano Cepeda poco sopra il 38–45%, con de la Espriella immediatamente dietro e in forte crescita, mentre Valencia oscilla intorno al 12–14%. In tutti gli scenari, però, Cepeda risulta vulnerabile al secondo turno, dove sia de la Espriella sia Valencia lo supererebbero.

La campagna si è svolta in un clima di violenza: un candidato è stato assassinato, si sono registrati rapimenti, attentati e decine di leader locali uccisi. La sicurezza è la principale preoccupazione degli elettori, in un Paese dove quest’anno sono stati documentati oltre 50 massacri e dove gli scontri tra gruppi armati continuano a mietere vittime.

Le proposte dei tre candidati riflettono la polarizzazione. De la Espriella promette una “mano durissima”, Cepeda punta sulla continuità con Petro e Valencia propone una linea intermedia.

Sul voto pesa anche la crisi economica, con imprenditori preoccupati per l’aumento dei salari, e il timore di intimidazioni nelle zone rurali. Lo scenario internazionale aggiunge ulteriore tensione: le relazioni tra Washington e Bogotá si sono incrinate sotto Petro, mentre gli USA continuano operazioni antidroga aggressive e guardano alle elezioni come a un possibile riallineamento geopolitico.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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