Le autorità colombiane ed ecuadoriane hanno ricostruito un caso di omicidio che ha scioccato due continenti: Matthew Ashley Foster‑Smith, 46 anni, britannico di Bournemouth e già condannato due volte per stalking nel Regno Unito, è stato arrestato sabato a Quito con l’accusa di aver ucciso la content creator colombiana Natalia Villalba, 36 anni, e di aver tentato di occultarne il corpo in una valigia. Villalba alloggiava in un appartamento di una zona alla moda di Bogotá quando, il 18 giugno, è stata picchiata a morte. Tre giorni dopo, allo scadere della prenotazione, il personale delle pulizie ha trovato la valigia sotto la doccia, ancora aperta: all’interno c’era il corpo della donna.
Le telecamere di sicurezza dell’edificio avrebbero ripreso Foster‑Smith mentre portava lenzuola in lavanderia nelle ore successive al presunto omicidio. Secondo la madre della vittima, l’ultimo contatto con Natalia risale proprio al 18 giugno. Nel frattempo, Foster‑Smith aveva già attraversato il confine meridionale della Colombia, entrando in Ecuador. Poche ore prima dell’arresto, aveva fornito al Sun un alibi improbabile: “Stavo guardando Inghilterra‑Croazia su un maxischermo in un pub irlandese, quindi non sono stato io”, ha dichiarato. Ha aggiunto di aver “comprato un gelato al centro commerciale” e di essere tornato più tardi per altre partite.
L’uomo sosteneva di essere minacciato da gangster locali per un presunto debito e di essere pronto a volare nel Regno Unito quando la polizia lo ha fermato all’aeroporto di Quito. Su di lui pendeva una notifica rossa dell’Interpol. I procuratori colombiani ritengono che Foster‑Smith abbia ucciso Villalba e tentato di cancellare le tracce prima di fuggire. Il passato dell’uomo rafforza i sospetti: era uscito di prigione all’inizio dell’anno dopo aver scontato oltre due anni per stalking nel Dorset. Nel 2020 aveva ricevuto una condanna a 18 mesi per aver perseguitato un’ex compagna e diffuso materiale pornografico a scopo di vendetta.





