Creano allarme i dati sull’inflazione all’interno dei Paesi Ocse nel mese di giugno. L’indice dei prezzi al consumo è aumentato anche del 10,3% contro il 9,7% del mese di maggio, l’incremento maggiore dal giugno 1988. In Italia l’inflazione è cresciuta all’8%, coinvolgendo non soltanto i beni di prima necessità, in particolare alimentari ed energetici, ma anche quelli non necessari.
“Siamo in presenza di un fenomeno globale che richiede misure senza precedenti. In tal senso, occorrono interventi coraggiosi, destinando maggiori risorse a sostegno di una consistente riduzione del cuneo fiscale per dare ossigeno a lavoratori e imprese”. Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, l’Unione generale dei Lavoratori.
“L’impennata record dei prezzi rischia di generare un’ulteriore contrazione dei consumi con ripercussioni drammatiche sul tessuto produttivo. Come Ugl, ribadiamo l’urgenza di fissare un tetto al prezzo del gas, adottando, al contempo, misure volte a tutelare il potere d’acquisto degli italiani al fine di scongiurare il pericolo di una recessione e di una conseguente crisi occupazionale”.