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Insegnanti "woke" offrono lezioni distorte sull'11 settembre, incentrate sull'"islamofobia" e non sulle 2.977 vittime innocenti

Insegnanti “woke” offrono lezioni distorte sull’11 settembre, incentrate sull'”islamofobia” e non sulle 2.977 vittime innocenti

domenica, 6 Settembre 2026
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A venticinque anni dagli attacchi dell’11 settembre 2001, l’America scopre che la promessa del Never Forget rischia di essere tradita. Solo due stati, Arizona e Florida, impongono per legge l’insegnamento dell’11 settembre nelle scuole pubbliche. Nel resto del Paese, il vuoto normativo ha aperto la porta a programmi scolastici che minimizzano il terrorismo islamista, spostano l’attenzione sull’“Islamofobia” e presentano gli Stati Uniti come responsabili delle tragedie globali. Secondo uno studio dell’Università del Wisconsin, dieci stati “incoraggiano” l’insegnamento dell’11 settembre, ma senza obblighi né curricoli standardizzati. Il risultato è una frammentazione che, secondo un sondaggio dell’Association for the Study of the Middle East and Africa, ha prodotto una generazione disorientata: due terzi dei professori di studi mediorientali affermano che gli studenti universitari non sanno chi ha attaccato gli Stati Uniti né perché. In assenza di linee guida chiare, gruppi attivisti — alcuni finanziati da organizzazioni legate a George Soros — hanno diffuso materiali scolastici che reinterpretano l’11 settembre in chiave ideologica. L’analisi del North America Values Institute punta il dito contro “Teaching Beyond September 11th”, un curriculum che dedica un solo paragrafo agli attacchi, evita di definire i 19 dirottatori come terroristi e non menziona le motivazioni jihadiste di Osama bin Laden, presentato come semplice “accusato” dagli Stati Uniti. Secondo Zineb Riboua, ricercatrice dell’Hudson Institute, questa riscrittura è parte di un progetto più ampio: “Si insegna ai ragazzi che l’America è responsabile delle atrocità nel mondo, così da costruire un quadro morale utile a ridurne potere e sovranità.” Riboua paragona la strategia a quella della Fratellanza Musulmana e dell’IRGC iraniana, che considerano gli studenti il pubblico ideale per la propaganda. Le famiglie delle vittime sono indignate. Gail Silke, che perse il fratello Stephen Driscoll, agente di polizia morto nella Torre Sud, ha dichiarato: “Non sono nei nostri panni e non vogliono esserci. Possono baciarmi il sedere.” Kevin Byrnes, figlio di un capo battaglione FDNY morto per malattie legate al Ground Zero, aggiunge: “Queste teorie woke sono offensive. Bisogna insegnare cosa è successo e chi l’ha fatto.”

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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