La polizia di Seul ha chiesto l’incriminazione di Bang Si‑Hyuk, il magnate della musica e fondatore di Hybe, l’agenzia che ha portato i BTS al successo globale. Secondo la Seoul Metropolitan Police Agency, Bang avrebbe violato la legge sui mercati finanziari nel 2019, inducendo alcuni investitori a vendere le loro quote poco prima dell’IPO della società. La vicenda ruota attorno a presunte dichiarazioni fuorvianti: Bang avrebbe suggerito che Hybe non avesse intenzione di quotarsi in borsa nell’immediato, spingendo gli investitori a cedere le azioni a un fondo di private equity. Pochi mesi dopo, l’azienda procedette invece con l’offerta pubblica iniziale.
Secondo gli investigatori, il fondo avrebbe pagato a Bang circa 200 miliardi di won (147 milioni di dollari) in un accordo parallelo che gli garantiva il 30% dei profitti derivanti dalla vendita delle azioni post‑IPO. Giovedì, la polizia ha trasmesso il caso alla Procura distrettuale di Seul Sud, chiedendo l’incriminazione di Bang e di altre quattro persone, tra cui dirigenti Hybe e funzionari del fondo.
Gli osservatori ritengono possibile che la procura chieda nuovamente ulteriori indagini prima di procedere con un’incriminazione formale. Il caso è esploso mediaticamente in un momento delicato: i BTS sono tornati sulle scene con un tour mondiale dopo quasi quattro anni di pausa dovuti al servizio militare obbligatorio. La coincidenza ha amplificato l’attenzione pubblica, riportando Hybe al centro del dibattito nazionale. Bang Si‑Hyuk, figura chiave dell’industria musicale sudcoreana, è considerato l’architetto del fenomeno K‑pop globale. Un’eventuale incriminazione avrebbe ripercussioni non solo sull’azienda, ma sull’intero ecosistema dell’intrattenimento coreano, dove Hybe è uno dei colossi dominanti.





