Stati Uniti e Corea del Sud stanno finalizzando l’attuazione del gigantesco pacchetto di investimenti da 350 miliardi di dollari promesso da Seul nell’ambito dell’accordo commerciale siglato lo scorso anno, che ha ridotto al 15% i dazi statunitensi sui prodotti sudcoreani.
Si tratta di uno dei più ambiziosi programmi industriali bilaterali degli ultimi decenni, destinato a ridisegnare la cooperazione energetica, tecnologica e nucleare tra i due Paesi. Dei 350 miliardi, 150 sono già destinati alla cantieristica navale, mentre restano da definire i dettagli dei restanti 200 miliardi in investimenti strategici. Il primo progetto in discussione è una centrale a gas a ciclo combinato da 6,3 gigawatt a Encinal, Texas, pensata per alimentare data center dedicati all’intelligenza artificiale e impianti di semiconduttori.
Per ridurre i rischi, l’impianto sarà sviluppato in fasi: una prima tranche da 1,4 GW con turbine a gas, seguita da 4,9 GW di infrastrutture a ciclo combinato. Le parti avrebbero concordato un investimento di circa 22,3 miliardi di dollari, con l’uso di un veicolo speciale bilaterale per gestire i fondi. Il capitolo più rilevante riguarda però il nucleare. Washington e Seul stanno negoziando la costruzione di fino a otto grandi reattori negli Stati Uniti, un impegno potenzialmente da oltre 120 miliardi di dollari. Sei reattori utilizzerebbero tecnologia Westinghouse, mentre due sarebbero basati su un design sudcoreano: se approvati, sarebbero i primi reattori coreani mai costruiti sul suolo americano.
Parallelamente, Seul punta ad acquisire una quota di Westinghouse: avrebbe chiesto il 15% per ottenere un seggio nel board, ma gli Stati Uniti avrebbero offerto solo tra il 5% e il 10%. Il valore dell’operazione dipenderà dalla valutazione della società in vista dell’IPO, con stime tra 15 e 20 miliardi di dollari. Un altro dossier riguarda la partecipazione sudcoreana al progetto Alaska LNG, un piano da 44 miliardi di dollari sostenuto dal presidente Donald Trump e volto a trasportare gas dal nord dell’Alaska fino a Nikiski attraverso un gasdotto di 1.300 chilometri. Seul mantiene cautela: il ministro dell’Industria Kim Jung‑kwan ha definito il progetto “ad alto rischio”, e i media sudcoreani sostengono che il governo voglia includerlo nel memorandum USA senza impegni vincolanti.





