La Cina propone un nuovo quadro di sicurezza per il Medio Oriente basato sull’autonomia dei Paesi della regione, sull’integrazione dei loro interessi, sullo sviluppo e su un maggiore coordinamento internazionale. Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, tracciando il bilancio della visita del presidente Xi Jinping in Kirghizistan ed Egitto, conclusa ieri. Wang ha sottolineato che la missione si è svolta mentre “la guerra a Gaza continua e gli scontri tra Stati Uniti, Israele e Iran sono ripresi”, alimentando forte preoccupazione internazionale.
Centrale, nelle valutazioni di Pechino, il colloquio tra Xi e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, durante il quale il leader cinese ha presentato una proposta in quattro punti per la sicurezza comune in Medio Oriente: rafforzare le capacità autonome della regione, gestire in modo complessivo le crisi, consolidare le basi dello sviluppo e potenziare il coordinamento internazionale.”La Cina”, ha aggiunto Wang, “è pronta a collaborare per garantire la sicurezza delle rotte marittime internazionali. La linea diplomatica di Pechino resta fondata su sovranità, non interferenza, negoziato politico e ricerca di soluzioni che tengano conto delle richieste di tutte le parti”.
Hormuz, Trump: flussi di petrolio quasi tornati ai livelli prebellici
Il traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz è quasi tornato ai livelli precedenti al conflitto con l’Iran, secondo il presidente americano Donald Trump, che ha pubblicato su Truth un’immagine indicante un flusso di circa 18 milioni di barili al giorno, contro i 20 milioni registrati prima della guerra. “I volumi di petrolio di Hormuz sono TORNATI!”, ha scritto Trump.
Gli USA: scortate 40 navi commerciali
La Marina statunitense ha intanto scortato 40 navi commerciali, con un carico complessivo di circa 18 milioni di barili di petrolio, attraverso lo stretto. Secondo la Cnn, si tratta della più ampia operazione di questo tipo dall’inizio del conflitto tra Usa e Iran. Le forze americane hanno impiegato assetti aerei, navali e spaziali per proteggere il traffico commerciale, respingere attacchi con droni e neutralizzare missili da crociera antinave iraniani.
Sardegna. Witkoff incontra lo sceicco bin Zayed al Nahyan
Sul fronte della pressione economica, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato in Sardegna lo sceicco Tahnoon bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e fratello del presidente emiratino. Secondo Axios, al centro del colloquio ci sarebbe stato il coordinamento di una nuova offensiva economica contro Teheran. L’incontro è avvenuto pochi giorni dopo l’annuncio del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent di “Operation Economic Outcast”, strategia volta a interrompere i canali finanziari che consentono all’Iran di accedere a risorse economiche. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha inoltre incaricato le ambasciate Usa di chiedere formalmente ai governi dei Paesi ospitanti di interrompere “immediatamente e sistematicamente” i rapporti commerciali con l’Iran.
Israele rilascia 5 prigionieri libanesi
Israele rilascerà oggi cinque prigionieri libanesi come “gesto di buona volontà diplomatica”, nell’ambito dei negoziati con il governo di Beirut. Lo riferiscono media israeliani e arabi. Un funzionario israeliano, citato da Ynet, ha confermato che il rilascio è stato definito durante l’incontro di martedì a Gerusalemme tra il premier Benyamin Netanyahu e gli ambasciatori Usa in Libano e Israele, Michel Issa e Mike Huckabee.





