Nella storia dell’Umanità, la Tecnologia, certamente, ha posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano e limitavano l’essere umano, ma adesso è la prima volta che una Tecnologia: l’Intelligenza Artificiale (IA) generativa Chat Gpt (Generative Pre-trained Transformer), può intaccare pesantemente il pensiero umano. Sull’IA e le sue implicazioni sociali ed etiche, ci soffermiamo solo su questo problema perché, a mio avviso e di più noti commentatori di AI and Ethics, è il problema più critico: IA ChatGpt può cambiare l’antropologia dell’Umanità verso un essere umano cyber ibrido. Oggi il linguaggio non è più una prerogativa esclusivamente umana: l’IA, nelle vesti di ChatGPT e dei Large Language Models (LLM), ha introdotto una lingua computazionale che riconfigura in modo nuovo parola e pensiero. I modelli Large Language Models (LLM) dell’IA generativa sono sistemi avanzati d’IA addestrati su molti milioni di dati testuali per comprendere, riassumere, tradurre, prevedere e generare nuovi contenuti in linguaggio naturale a richieste (prompt) formulate dall’Uomo. I modelli LLM cambiano la nostra esperienza di ricerca e organizzazione delle informazioni prima e, in parallelo, di creazione di contenuti e ciò avviene non senza enormi rischi per la qualità, l’attendibilità di ciò che questi modelli ci restituiscono in cambio dei nostri «prompt», cioè le nostre domande. Chiediamoci: che cosa accadrebbe, non agli adulti in grado di discernere con pensiero critico, ma ai bambini agli adolescenti se dovessero utilizzare nel loro sviluppo ChatGpt, con continuità e senza regole?
GLI ESPERIMENTI PRESSO IL MIT (MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY) CON L’IA CHAT GPT
Siamo tutti chiamati ad esercitare una responsabilità etica personale, ma ancor più a spiegare ai giovanissimi, di non intraprendere la loro crescita e sviluppo del pensiero, utilizzando AI ChatGPT perché è stato accertato da studi ed esperimenti scientifici, citiamo i Ricercatori del Media Lab del Massachusetts Institute of Technology. Sono stati ottenuti risultati allarmanti (giugno 2025) con uno studio, condotto sugli impatti cognitivi e pratici dell’IA sugli ambienti di apprendimento. I Ricercatori hanno reclutato 54 partecipanti tra i 18 e i 39 anni, li hanno divisi in 3 gruppi. Il I° Gruppo ha scritto dei saggi in stile SAT (Scholastic Assessment Test), utilizzando ChatGPT di Open AI. Il II° Gruppo ha fatto lo stesso con il solo aiuto del motore Google. Il III° Gruppo ha affrontato il compito, usando solo la propria testa, senza alcun tipo di supporto tecnologico.
I Ricercatori hanno utilizzato un Elettro Encefalo Gramma (EEG) per registrare l’attività cerebrale dei Partecipanti in 32 regioni e hanno scoperto che, dei tre gruppi, gli utenti di ChatGPT avevano il coinvolgimento cerebrale più basso, con aree per nulla attivate, e “ottenevano costantemente risultati inferiori a livello neurale, linguistico e comportamentale”. Il che significa che se i bambini cresceranno con utilizzo continuo di ChatGPT non svilupperanno il loro pensiero verso l’acquisizione del pensiero critico, caratteristica fondamentale per esercitare la propria libertà di giudizio, di valutazione e di scelta nella vita di tutti i giorni, quindi esseri umani consapevoli. Quindi forniamo una Formazione alla Persona, con la sua libertà concreta, imperfetta, ma decisiva per il proprio sviluppo con un Umanesimo integrale. Condividiamo questa considerazione “Abitare il digitale senza subirlo, usare la tecnologia senza farsi usare, allenare la libertà invece di delegarla.
Perché la tecnologia non è un destino. E la partita, nel bene e nel male, la giochiamo noi” dell’Amico Antonio Palmieri, che, a mio avviso, non può bastare! Infatti, dovremmo volere che le nuove generazioni crescano facendo evolvere le cellule del loro cervello, con il loro pensiero verso “il pensiero critico”? Mentre si dice che ormai viviamo onlife, ci preoccupano i cambiamenti dei comportamenti e dei modi di apprendimento cognitivo dei nostri Nipoti, dei Nativi Digital Vorremmo che loro scegliessero un futuro, da essere umani come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, perché ci preoccupa la trasformazione stessa dell’essere umano, quando le nuove tecnologie entrano nei processi della realtà biologica e psichica, con una progressione molto rapida che finisce per apparire indipendente dalla nostra volontà.
Questo è più o meno ciò che accade soprattutto nei nativi digitali nei quali cresce una concezione puramente naturalistica o materialistica dell’essere umano, che sopprime ogni vera differenza qualitativa tra noi e il resto della natura. Bisogna tenere conto delle fragilità on line dei Nativi Digitali minorenni, si dovrebbero creare ecosistemi digitali sicuri con punti di equilibrio fra tecnologie di controllo, compressione di diritti e partecipazione alle applicazioni.
Nel 2024, è stato assegnato il Premio Nobel per la fisica a Geoffrey Hinton, tra i firmatari dell’Allarme sull’IA dell’anno prima per regolamentare l’IA, come si fece con l’energia nucleare per controllare e/o impedire la costruzione di bombe atomiche. Hinton che è stato premiato per le sue ricerche sulle reti neurali e i modelli di Linguaggio del funzionamento dell’IA ha sollevato, tra i primi, le questioni etiche sull’AI, sulla cooptazione per scopi militari e ha fornito un monito alla capacità di fermarsi e soppesare: “L’AI potrebbe distruggere l’umanità entro 30 anni.
La ricerca avanza troppo velocemente, rischiamo di perderne il controllo”. Possiamo dire di essere solo vittime della tecnologia? Prigionieri degli algoritmi e manipolati dai social network? Siamo destinati ad essere sopraffatti da un’Intelligenza Artificiale che decide al posto nostro?
Sono interrogativi ai quali una narrazione diffusa e comoda risponderebbe di Sì, ma, con questa risposta, si rischia di accettare una scorciatoia che ci assolve e ci indebolisce. Bisognerebbe attivarsi per un cambio di prospettiva: piattaforme digitali e IA non sono soggetti autonomi, ma strumenti della tecnologia, algoritmi che sono progettati da esseri umani e che sono alimentati quotidianamente dalle nostre scelte sulle piattaforme. Siamo noi che li facciamo funzionare e li usiamo, se ci lasciamo condizionare è anche perché rinunciamo a governarli.
Abbiamo affrontato questi temi, in oltre 70 eventi in questi tre anni: con l’attuale IA la Società va verso un nuovo Umanesimo o un Transumanesimo? Con questo interrogativo, tre anni fa, ho iniziato, unitamente ad altri pochi e autorevoli commentatori, conoscitori di questa tecnologia; eravamo piuttosto criticati negativamente; poi al G7, nel giugno del 2024, Papa Francesco ha parlato nella Sessione dedicata all’IA e ha manifestato le sue raccomandazioni ai Politici che governano il Mondo: “tutelare la Persona e la sua Dignità; consentire l’accesso alle nuove tecnologie a tutti (Digital Accessibility)”.
Quindi, per me, è iniziata una rivalutazione e attenzione verso il mio libro Umanesimo Digitale che è stato considerato un ”libro profetico, il libro-manifesto che continua a guidare il nostro tempo, testo cardine nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale per la tutela del pensiero umano” Finalmente dal 25 Maggio è stata pubblicata “Magnifica humanitas sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale” di Papa Leone XIV.
L’Incipit nell’Enciclica: “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme” riassume i principi, le ragioni di fondo e lo scopo di Magnifica humanitas: “la tecnologia non è una forza antagonista rispetto alla persona, né di per sé un male. Tuttavia, essa “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”.
Ringrazio sentitamente Papa Leone che dopo aver ricevuto il mio libro Umanesimo Digitale, mi ha fatto pervenire, attraverso la Segreteria di Stato queste considerazioni: il Santo Padre desidera esprimere vivo apprezzamento per la pubblicazione e rammenta che “l’umanesimo cristiano non rifiuta la scienza e la tecnica, ma le assume con gratitudine e realismo e le colloca “con i piedi per terra” dentro una vocazione più alta (Magnifica Humanitas, 129)…..Sua Santità formula i migliori auspici per il proseguimento dell’attività letteraria ed educativa…….Di qui, continuo il mio impegno: seguire il richiamo di Papa Leone a “costruire nel bene” e a “rimanere umani”, seguendo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà, della comunione, affinché “il mondo possa riconoscere…..nel cuore dell’essere umano il luogo dove Dio desidera abitare”





