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Tregua tra Iran e Usa, petrolio in calo. Teheran: “Washington esclusa dai colloqui su Hormuz”

Iran, Pakistan: “Usa e Teheran vicini a una sorta di accordo”

martedì, 11 Agosto 2026
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1 minuto di lettura

Tornano a crescere le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran sulla crisi dello Stretto di Hormuz. Secondo il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, Washington e Teheran sarebbero ormai vicine a “una sorta di accordo”. “La situazione si sta nuovamente evolvendo a favore di un accordo di pace o di un’intesa”, ha dichiarato a Bloomberg, aggiungendo che “i segnali degli ultimi due o tre giorni indicano che siamo vicini”.

A rafforzare l’ipotesi di una svolta sono anche le dichiarazioni del Qatar: il portavoce del ministero degli Esteri ha riferito che i colloqui tra Oman e Iran sul futuro del traffico marittimo attraverso Hormuz sono entrati in una “fase avanzata”. Islamabad continua intanto la propria opera di mediazione. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Reza Naqvi è arrivato a Teheran per nuovi incontri con le autorità iraniane, dopo precedenti missioni dedicate anche al negoziato con Washington.

Petrolio in calo

Le dichiarazioni hanno prodotto un effetto immediato sui mercati. Dopo aver superato in mattinata i 90 dollari al barile, il Brent ha invertito la rotta scendendo a circa 87,3 dollari, mentre il Wti è arretrato sotto gli 82. In forte calo anche il gas europeo: i future Ttf sono scesi sotto i 59 euro al megawattora dopo aver oltrepassato quota 63.
Il quadro resta tuttavia fragile. Le Guardie Rivoluzionarie hanno ribadito che Teheran è pronta a rispondere a nuove minacce americane sfruttando i “punti critici” del transito energetico controllati nello Stretto. Nelle stesse ore, secondo il Wall Street Journal, un elicottero militare statunitense ha aperto il fuoco contro il timone di una nave battente bandiera panamense che avrebbe tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Non risultano vittime.

Lo scontro Trump-Araghchi

Resta acceso anche il confronto verbale tra Washington e Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ricordato che, all’inizio della guerra, Donald Trump chiedeva la “resa incondizionata” dell’Iran, mentre “venti giorni dopo lo stesso nemico implorava di negoziare”.
Il presidente americano ha invece aperto un nuovo fronte sui risarcimenti. Dopo le richieste iraniane per i danni subiti durante il conflitto, Trump ha annunciato di voler avanzare a sua volta richieste economiche a Teheran per le vittime attribuite all’Iran e alle milizie sostenute dalla Repubblica islamica, ordinando ai suoi rappresentanti di inserire la questione nei futuri negoziati.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha intanto assicurato che lo stato di salute della Guida suprema Mojtaba Khamenei è “eccellente”, dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sulle sue condizioni.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

1 Comment Lascia un commento

  1. Tutti i giorni la solita notizia comica..
    .è da aprile che ci servono lo stesso “menù ” spacciandosi per novità. Come fanno ad accordarsi se una delle parti nega pervicacemente di volere fare accordi.

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