Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si preparano a stringere un nuovo patto di difesa mentre la crisi mediorientale continua ad allargarsi dal Golfo allo Yemen.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è partito per l’Arabia Saudita, dove incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman e il premier pachistano Shehbaz Sharif per un vertice trilaterale.
Secondo fonti saudite citate dall’Afp, i tre Paesi firmeranno oggi un accordo di mutua difesa, negoziato da mesi ma accelerato dai recenti sviluppi regionali.
Reuters conferma che l’intesa segna un ulteriore avvicinamento fra tre delle principali potenze del mondo musulmano sunnita.
La Turchia dispone del secondo esercito più numeroso della Nato, mentre il Pakistan è l’unico Paese musulmano dotato di armi nucleari e mantiene circa 8 mila militari in Arabia Saudita, oltre a sistemi di difesa aerea. Riad e Islamabad avevano già concluso nel 2025 un accordo strategico di mutua difesa.
Gli Houthi colpiscono l’Arabia Saudita
Il vertice arriva poche ore dopo una nuova offensiva degli Houthi yemeniti contro il territorio saudita. Secondo la coalizione guidata da Riad, gli attacchi nella regione meridionale di Najran hanno provocato almeno 11 feriti civili: sette sauditi, tra cui un bambino di quattro anni, due egiziani, uno yemenita e un pachistano.
Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha condannato gli attacchi e assicurato il proprio sostegno alle misure adottate da Riad per difendere “sicurezza, sovranità e integrità territoriale”.
Le autorità saudite temono inoltre nuovi raid coordinati degli Houthi da sud e delle milizie filo-iraniane irachene da nord contro infrastrutture energetiche, porti e aeroporti.
“Khamenei potrebbe morire”
Intanto aumenta l’incertezza ai vertici della Repubblica islamica. Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali Khamenei dopo la sua morte negli attacchi israelo-americani, sarebbe in condizioni di salute estremamente gravi. IranWire, sito indipendente con sede fuori dall’Iran, cita due fonti anonime vicine all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian secondo cui la Guida Suprema non avrebbe incontrato alcun membro del governo dalla morte del padre.
Ai massimi livelli del regime, riferiscono le fonti, circolerebbero voci secondo cui Khamenei “potrebbe morire da un momento all’altro”. “Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della sua morte”, ha affermato una delle persone sentite da IranWire. Al momento non risultano conferme ufficiali da Teheran sulle condizioni della Guida Suprema.
La possibile crisi ai vertici iraniani arriva mentre il Parlamento di Teheran discute una legge per rafforzare il controllo sullo Stretto di Hormuz e proseguono i negoziati con l’Oman per regolamentare temporaneamente il transito delle navi commerciali.





