Le autorità belghe hanno arrestato una cittadina canadese di origine cinese con l’accusa di spionaggio mentre svolgeva un tirocinio presso il quartier generale militare della NATO in Belgio. L’annuncio è arrivato sabato dalla Procura Federale, che ha confermato che la donna è sospettata di “spionaggio per conto di un paese terzo” e di “appartenenza a un’organizzazione criminale”. La tirocinante lavorava presso il Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa (SHAPE), con sede a Mons, una delle strutture più sensibili dell’alleanza transatlantica, responsabile della pianificazione e dell’esecuzione delle operazioni militari dei 32 Stati membri.
La Procura non ha rivelato il nome della sospettata né il Paese per cui avrebbe presumibilmente operato. Secondo la dichiarazione ufficiale, la donna era stata segnalata ai servizi di sicurezza interni di SHAPE, che avevano notato comportamenti sospetti e li avevano trasmessi all’intelligence belga.
Gli investigatori hanno quindi perquisito la sua abitazione e il suo luogo di lavoro, prima di procedere all’arresto avvenuto venerdì. Il governo canadese ha confermato di essere stato informato del caso, ma ha evitato di fornire dettagli: L’agenzia ha aggiunto che le forze dell’ordine canadesi mantengono “solide relazioni con le agenzie partner” per contrastare minacce di questo tipo.
Un portavoce di SHAPE ha sottolineato che, al momento, non vi sono indicazioni che la prontezza operativa della NATO o le sue attività siano state compromesse. L’arresto arriva in un momento di crescente attenzione internazionale verso le attività di intelligence nei confronti delle istituzioni occidentali, con diversi Paesi che hanno segnalato tentativi di infiltrazione da parte di attori statali e non statali.





