Dopo giorni di trattative, gli ambasciatori dell’Unione europea hanno raggiunto a Bruxelles un’intesa sul 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’accordo prevede nuove misure contro il sistema finanziario, il commercio petrolifero e la cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni occidentali. Via libera anche al mantenimento per altri dodici mesi dell’attuale tetto al prezzo del petrolio russo, fissato a 44,10 dollari al barile.
Il pacchetto, che dovrà ora essere formalmente adottato, comprende il congelamento dei beni e il divieto di transazioni per 94 istituzioni finanziarie, in maggioranza banche, oltre alla Borsa di Mosca. Saranno inoltre rafforzate le restrizioni contro società petrolifere, piattaforme di criptovalute e navi accusate di sostenere le esportazioni energetiche russe.
L’intesa è arrivata dopo il superamento delle riserve della Grecia, che ha ottenuto una deroga rinnovabile per un anno al divieto per le società europee di trasportare gas naturale liquefatto russo verso Paesi terzi. Atene sosteneva che un blocco totale avrebbe favorito operatori extraeuropei senza ridurre significativamente gli introiti di Mosca.
Lavrov incontra Rubio a Manila
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha incontrato a Manila il segretario di Stato americano Marco Rubio, a margine della riunione ministeriale dell’Asean. Secondo il ministero degli Esteri di Mosca, Lavrov ha illustrato la situazione lungo la linea del fronte e definito “inammissibile” l’invio di altre armi statunitensi a Kiev, accusando inoltre i Paesi europei di perseguire una “sconfitta strategica” della Russia.
Mosca ha ribadito di essere disponibile a una soluzione politica e diplomatica. Rubio ha però avvertito che un’intesa non potrà essere raggiunta con un solo incontro. “Vogliamo che la guerra finisca e siamo pronti a svolgere qualsiasi ruolo positivo possibile”, ha dichiarato. Donald Trump, ha aggiunto, considera il conflitto “una guerra stupida” e “insensata” e intende utilizzare l’influenza degli Stati Uniti qualora emergano condizioni concrete per un negoziato.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha intanto riferito di un colloquio “positivo e importante” con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner per “rivitalizzare la diplomazia e avvicinare la pace“. Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha però parlato di prospettive di pace al momento “inesistenti“, ribadendo la necessità di continuare a lavorare attraverso il dialogo e la diplomazia.
Nuove vittime e attacchi alle infrastrutture
Sul terreno, i bombardamenti russi hanno provocato un morto e venti feriti nella regione di Kherson e un morto e undici feriti in quella di Kharkiv. Raid sono stati segnalati anche a Odessa, dove le autorità hanno denunciato gravi danni alle infrastrutture.
Un attacco ucraino in Crimea ha causato almeno una vittima, mentre droni attribuiti a Kiev avrebbero colpito la raffineria NS-Oil di Novospasskoye, nella regione russa di Ulyanovsk, circa 500 chilometri a est di Mosca, provocando un vasto incendio. Segnalato un possibile attacco anche contro una stazione di pompaggio petrolifera nel Bashkortostan.
Resta critica la situazione nel Mar Nero. Diversi armatori hanno temporaneamente sospeso l’invio di navi nei porti ucraini dopo l’intensificarsi degli attacchi contro infrastrutture e mercantili. Secondo Kiev, i bombardamenti delle ultime settimane hanno ridotto di circa un terzo la capacità di esportazione del grano attraverso gli scali del Mar Nero.





