Giovedì, il Segretario di Stato Marco Rubio ha riunito a Washington i rappresentanti di oltre 60 Paesi, inaugurando la più recente iniziativa dell’amministrazione Trump contro quello che definisce il “terrorismo politico di sinistra”. Un tema che i Repubblicani considerano cruciale in vista delle elezioni di metà mandato, nonostante gli studi mostrino che negli Stati Uniti gli episodi di violenza attribuiti alla sinistra radicale restano numericamente molto inferiori rispetto a quelli dell’estrema destra. Rubio ha parlato di una “allarmante crescita” della minaccia, accusando governi e istituzioni di aver tollerato episodi violenti quando provenivano da gruppi marxisti o rivoluzionari. Ha invitato i Paesi europei e latinoamericani presenti a colmare quello che definisce un “punto cieco” nelle strategie antiterrorismo.
Il suo discorso ha ripreso una narrativa già centrale nella campagna repubblicana: l’idea che la sinistra radicale stia cercando di destabilizzare le istituzioni americane. Il presidente Donald Trump, il vicepresidente JD Vance e il presidente della Camera Mike Johnson hanno più volte accusato l’ala progressista dei Democratici di voler “distruggere lo stile di vita americano”. Tuttavia, i dati del Center for Strategic and International Studies raccontano una realtà più complessa. Il rapporto pubblicato nel 2025 mostra che gli attacchi di matrice di sinistra sono aumentati rispetto ai decenni precedenti.
Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che gli strumenti usati contro le reti jihadiste verranno ora applicati anche ai gruppi di sinistra considerati violenti. La conferenza ha mostrato come la battaglia ideologica contro la sinistra radicale sia diventata un pilastro della strategia repubblicana, in un momento in cui la Casa Bianca cerca di consolidare consenso e disciplina politica in vista del voto di novembre.





